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LEGÀMI - BETH HA CHAJIM

La casa dei Viventi

 

SABATO 22 OTTOBRE 2022, ore 16.00
Cappella Cimitero Ebraico di Valdirose, Nova Gorica
 
Seguirà visita guidata al cimitero ebraico

 


Percorso multidisciplinare e multiculturale lungo il cimitero ebraico di Rošna Dolina, una sorta di Spoon River musicale, giocando con le assonanze della musica Klezmer e letture di mescolanze linguistiche per riscoprire una delle tante anime che innervarono i confini d’Europa passando appunto per Gorizia. Fra le molte lapidi, sono state scelte le storie di alcune famiglie alle quali è stata legata una parola che abbia effettivamente a che fare con la vita, sia in relazione a quella che i defunti hanno vissuto e sia a quanto ci hanno lasciato come ricordo: cultura, ideali, perseveranza, fede.
Beth ha Chajim. La casa dei viventi, è il significato che gli ebrei attribuiscono al loro luogo di sepoltura. La parola “morte” è un termine che – il più delle volte – viene omesso, in quanto inserita a pieno titolo nel ciclo della vita. Ed ecco che il cimitero diventa, quindi, un insieme di tracce di vita vissuta: che procede attraverso la decomposizione del corpo per ritornare terra, acqua, aria. E questo è uno dei motivi per cui i cimiteri ebraici vengono lasciati a sé stessi (un occhio profano potrebbe definirli “incolti”, “abbandonati”): il permettere che la vita compia il suo ciclo fino in fondo, in armonia con la natura. Ma la vita che troviamo in questi luoghi sacri è anche quella che continua a esistere sottoforma di storie, insegnamenti, che i defunti ci hanno lasciato e che, in qualche modo, proseguono in noi: nelle nostre storie, nelle nostre esistenze, immerse nel presente. In quello che diventiamo – imparando da ciò che è stato – e in quello che continuiamo a ripetere, a riprodurre, seppur con il nostro particolare sentire, come nel caso della musica che ascolteremo questa sera.
Sarebbe impossibile riuscire a raccontare le storie di ciascuna di queste lapidi, di cui la più antica risale al 1371, anche perché di moltissimi defunti non si hanno notizie certe. Allora abbiamo scelto alcune famiglie a cui legare una parola che abbia effettivamente a che fare con la vita: sia in relazione a quella che hanno vissuto e sia a quanto ci hanno lasciato come ricordo.
L’evento, curato e presentato dalla dott.ssa Chiara Pradella, ricercatrice, scrittrice, consulente filosofica, psicologica ed artistica, è realizzato grazie alla collaborazione con l’Associazione “Amici di Israele” e sarà accompagnato dalle sonorità del GALGAL Quintet - New Klezmer Ensamble formato da Lorenzo Marcolina, Michele Grazich, Romano Todesco, Matteo Sgobino e Alessandro Turchet

 

CHIARA PRADELLA
Classe 1989, laureata in Scienze dell’Educazione e in Filosofia con un diploma di Master in Consulenza Filosofica e uno post-Master in Valorizzazione Digitale dei Beni Artistici e Culturali, sono attualmente una libera Professionista Consulente Filosofica.
Dopo una lunga formazione in ambito socio educativo e terapeutico, e avendo preso parte a varie realtà istituzionali e associative prima di intraprendere la strada della libera professione, nonché culturale, ha maturato buone competenze comunicative sia nell’organizzazione/gestione di progetti ed eventi complessi, che – soprattutto – nella relazione con persone in difficoltà o assorbite da problemi di varia natura. Negli ultimi anni, ha trovato nell’arte una valida alleata per evolvere ancora di più il proprio metodo di consulenza filosofica, creando esercitazioni e laboratori atti ad aiutare lo sviluppo sano del pensiero, nonché, il benessere psico-fisico dell’individuo. 
Scrittrice e studiosa, il suo incontro con Michelstaedter è arrivato in maniera casuale e da allora non ha più smesso di occuparsene. “Dopo aver letto solo poche pagine del Nostro ho sentito qualcosa di forte che mi ha spinta ad approfondire tutta la sua produzione. Fin da giovanissimo, Michelstaedter mostrò di possedere una sensibilità fuori dal comune, oltre a una grande passione per la letteratura e la filosofia, al punto da dedicare loro l’intera sua vita, seppur breve. Da allora non ho più smesso di occuparmi di lui, facendo ricerche, scrivendo e partecipando a convegni di studio. 

 

GALGAL Quintet - New Klezmer Ensamble
Il gruppo, formato da musicisti di diversa estrazione musicale, ripercorre una lettura in chiave personale e a tratti moderna ed innovativa dei brani della tradizione klezmer. Non mancano peraltro anche letture musicali molto fedeli alla tradizione.
L’ensamble, nel rispetto della tradizione, è formato dagli strumenti più rappresentativo di questo stile musicale: clarinetto, violino, fisarmonica, chitarra, contrabbasso suonati rispettivamente da Lorenzo Marcolina, Michele Grazich, Romano Todesco, Matteo Sgobino e Alessandro Turchet. Il sound del gruppo rivela la natura degli strumentisti, molto legata alla musica tradizionale ed improvvisata, trasmettendo una grande impronta ritmica ed una sonorità ricca e molto personale.