Aspettando il XXX FVG International Music Meeting
 
Nel percorso curatoriale generativo, che caratterizza la nuova edizione del Meeting, questo appuntamento si colloca in naturale continuità con il concerto dell’Ensemble Tartini dedicato al dialogo tra Mozart e Beethoven. Se in quell’occasione la forma cameristica si rivelava come spazio di equilibrio, confronto e costruzione condivisa, il presente programma ne attraversa il progressivo superamento, seguendo il momento in cui il linguaggio musicale inizia a incrinare le proprie certezze.
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Ai confini dell'ignoto

  

 SABATO 28 FEBBRAIO 2026, ore 18.00
Palazzo Ragazzoni - Sacile (PN)
 
ROBERTO TURRIN
pianoforte

 

Dove le certezze si dissolvono, la musica attraversa ombre, 
memorie e visioni, si fa ricerca e rivela nuove profondità.
 
 
Ci sono territori della musica che non cercano consolazione né equilibrio. Sono zone di frontiera, dove la forma si incrina, l’armonia perde il proprio centro e il suono si fa interrogazione. È in questo spazio di confine, sospeso tra eredità romantica e modernità inquieta, che si colloca il percorso di questo concerto.
Ai confini dell’ignoto non è soltanto un titolo evocativo, ma una chiave di lettura: un itinerario attraverso alcune delle pagine pianistiche più visionarie tra Otto e Novecento, in cui l’eredità di Franz Liszt si trasforma in tensione verso nuovi linguaggi. In queste opere il pianoforte abbandona progressivamente la dimensione della pura eloquenza romantica per diventare luogo di sperimentazione timbrica, spazio di rarefazione espressiva e laboratorio di nuove prospettive sonore.
Il programma disegna una linea che non segue la cronologia, ma l’evoluzione del pensiero musicale: dal Beethoven più introspettivo e frammentario, alle ombre tarde e sospese di Liszt, fino alla memoria reinventata di Ildebrando Pizzetti. Tre sguardi diversi, uniti da una medesima tensione: quella di superare i confini della forma tradizionale per aprire il suono a una dimensione più inquieta, visionaria e interiore.
In questo percorso il pianoforte si fa strumento di transizione tra epoche e sensibilità, rivelando come, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, la scrittura musicale inizi a interrogare se stessa, smarrendo progressivamente i propri punti di riferimento tonali ed espressivi per avventurarsi verso territori ancora inesplorati.
 
 
Il pianista Roberto Turrin, formatosi al Conservatorio “G. Tartini” di Trieste sotto la guida di Luciano Gante e perfezionatosi con Lya De Barberiis, affianca a una solida attività concertistica internazionale un’intensa ricerca sulla letteratura pianistica tra XIX e XX secolo.
Premiato in concorsi pianistici internazionali e attivo in Europa, Asia e Nord America, si è esibito come solista, con orchestra e in ambito cameristico, presentando anche numerose prime esecuzioni assolute. Ha realizzato registrazioni per emittenti radiofoniche e televisive europee e collaborato con importanti istituzioni musicali e accademiche internazionali.
Docente di pianoforte presso il Conservatorio “G. Tartini” di Trieste, di cui è stato direttore dal 2015 al 2021, svolge regolarmente attività didattica e masterclass in Italia e all’estero, dedicando particolare attenzione al repertorio pianistico del Novecento e alle sue connessioni con la tradizione europea.
 
 
Il percorso musicale si apre con le Sei Bagatelle op. 126 di Ludwig van Beethoven, ultime pagine pianistiche del compositore e tra le più enigmatiche della sua produzione. Lontane da ogni funzione di semplice miniatura, queste brevi forme racchiudono un pensiero musicale concentrato ed essenziale, in cui l’idea tematica si frammenta e si ricompone in una scrittura densa di contrasti e improvvisi mutamenti espressivi. In esse Beethoven sembra abbandonare la dimensione monumentale delle grandi architetture formali per affidarsi a una scrittura più libera, fatta di intuizioni e lampi sonori: una meditazione frammentaria che anticipa la sensibilità della modernità e apre la strada a una concezione del pianoforte come spazio di riflessione interiore.
Con Franz Liszt si entra in un territorio sonoro ancora più radicale. Le pagine tarde proposte in programma – da Unstern! Sinistre a Schlaflos. Frage und Antwort, da La lugubre gondola alla Bagatelle ohne Tonart – rivelano un linguaggio essenziale e rarefatto, spesso privo di un centro tonale stabile e costruito su armonie sospese, silenzi carichi di tensione e linee melodiche che sembrano emergere dall’ombra. In queste composizioni il pianoforte perde ogni funzione virtuosistica tradizionale e diventa strumento di indagine timbrica e spirituale. Il suono si fa materia fragile, talvolta visionaria, proiettata verso una dimensione quasi astratta che anticipa molte delle ricerche novecentesche. Liszt, ormai lontano dall’immagine del virtuoso romantico, esplora i limiti stessi del linguaggio musicale, trasformando la scrittura pianistica in un luogo di interrogazione e di sospensione.
Il percorso si conclude con i Canti di ricordanza – Variazioni su “Fra Gherardo” di Ildebrando Pizzetti, dove la memoria del canto originario diventa il punto di partenza per una rielaborazione poetica intensa e stratificata. Attraverso un ciclo di variazioni che alterna contemplazione lirica e tensione espressiva, il compositore trasforma il materiale tematico in una narrazione sonora in continua metamorfosi. Qui il passato non è semplice citazione, ma presenza viva: un’eredità che si rigenera attraverso la scrittura e si apre a nuove risonanze. Il dialogo con la tradizione italiana si intreccia con una sensibilità armonica e timbrica già pienamente novecentesca, restituendo un linguaggio in cui memoria e modernità convivono in equilibrio instabile e fecondo.
 
 
Tra le ultime meditazioni pianistiche di Beethoven, le sonorità sospese di Liszt e la memoria reinventata di Pizzetti, il concerto delinea un viaggio musicale attraverso i territori più inquieti e visionari tra Ottocento e Novecento.

 

 
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 LUDWIG VAN BEETHOVEN (1770–1827)
6 Bagatelle op. 126
Andante con moto e compiacevole
Allegro
Andante. Cantabile ed espressivo
Presto
Quasi allegretto
Presto. Andante cantabile e con moto
 
 
FRANZ LISZT (1811-1886)
Unstern-Sinistre
Schlaflos. Frage und Antwort
La lugubre gondola (II versione)
Bagatelle ohne Tonart
 
 
ILDEBRANDO PIZZETTI (1880-1968)
Canti di ricordanza-Variazioni su Fra Gherardo
Molto largo
Allegro moderato (quasi marcia)
Appassionato
Andante largo

 

ROBERTO TURRIN
Compie gli studi a Trieste, sotto la guida del M° Luciano Gante e dopo aver ottenuto il diploma con il massimo dei voti e la lode al Conservatorio “G.Tartini” cura il proprio perfezionamento con lo stesso M° Luciano Gante, frequentando in seguito i corsi di perfezionamento tenuti dalla pianista Lya De Barberiis in Italia (Aosta, Viterbo) ed in Svizzera (Meisterkurse Zofingen). Premiato in concorsi pianistici internazionali, quali “Premio Yamaha” di Stresa e “S.Rachmaninov” a Morcone, inizia a svolgere attività concertistica come solista, con orchestra ed in ensemble cameristici esibendosi in più di 20 nazioni Europee Asiatiche e Nord-Americane, presentando in varie occasioni partiture in prima esecuzione assoluta. Ha al suo attivo incisioni sia radiofoniche che televisive per la RAI, la Tv di Albania, la RadioTv  Slovena, Radio Tv Nazionale Bulgara, Tv Polonia e per la Televisione di Stato Bielorussa ed ha inoltre inciso per la Epic opere del compositore P.Pessina in duo con il violinista Emanuele Baldini. Ha nel tempo approfondito la letteratura cameristica con Pianoforte, tenendo concerti in formazione di Duo con cameristi quali E.Stoia, J.Francini, E.Baldini, G.Di Vacri, N.Granillo, Cris Inguanti, L.Degani e collaborando con diversi Ensemble cameristici di vario organico. E’ docente di pianoforte presso il Conservatorio “G.Tartini” di Trieste, istituzione in cui ha  ricoperto dal 2015 al 2021  la carica di Direttore, e tiene regolarmente corsi di perfezionamento strumentale e cameristico in Italia. È stato chiamato a far parte di giurie per vari concorsi nazionali ed internazionali, è stato coordinatore artistico del Festival “Echos” ed è stato invitato a tenere dei Master sulla letteratura italiana per pianoforte del '900, che ha da sempre focalizzato il suo interesse, presso importanti enti Musicali Europei e Nordamericani  (S. Francisco State University, Stanford University, S. Josè State University, Northern Arizona University, Roosevelt University di Chicago, Illinois University di Chicago, University of Toronto, McGill University di  Montreal, Music and Arts University di Wien,  Academy of Music di Zagabria, Royal Danish Academy of Music di  Copenaghen, Norges Musikkhogskole di Oslo, Escola Superior de Musica di Lisbona, National Music Academy di Sofia…), collaborando inoltre frequentemente con diverse importanti istituzioni musicali come De Paul University-Chicago, Loyola University-Chicago, DIT Conservatory of Music Dublino, San Diego Music College.

 

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