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XXX FVG International Music Meeting
Il concerto raccoglie e trasforma il filo musicale lasciato dall’Ensemble Le Musiche Berlin che avevano esplorato il dialogo tra pianoforte e archi, passando dalla tensione classica al calore romantico. Ora quel dialogo si allarga: dalle poche voci della musica da camera alla pluralità dell’orchestra, senza perdere l’attenzione all’ascolto reciproco. È ancora Mozart a fare da ponte: dopo l’intensità del Quartetto, l’Adagio del Concerto per clarinetto KV 622 ne rivela una diversa dimensione, intima e luminosa.
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Orchestra dell'Università di Udine in concerto
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VENERDÌ 23 OTTOBRE, ore 20.30
Auditorium Burovich - Sesto al Reghena (PN)
ORCHESTRA DELL'UNIVERSITA' DI UDINE
Davide Pitis, direttore
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Dal raccoglimento di Brahms alla tensione del primo Novecento, sfiorando Barocco e Classicismo, il concerto attraversa linguaggi lontani, rivelando come una melodia possa farsi, di volta in volta, preghiera, confidenza, memoria o racconto.
Il concerto offrirà al pubblico un percorso attraverso alcune delle pagine più suggestive del repertorio musicale, accomunate da una straordinaria capacità di trasformare emozioni e immagini in suono.
Da Johannes Brahms ad Alessandro Marcello, da Wolfgang Amadeus Mozart a Ludwig van Beethoven, il programma accosterà forme e sensibilità differenti, mettendo in luce il dialogo tra orchestra e strumenti solisti.
Protagonista della serata sarà l’Orchestra UNIUD, una formazione nata all’interno dell’Università degli Studi di Udine che unisce la passione per la musica alla volontà di promuovere la cultura e la pratica musicale d’insieme. Sul podio il Maestro Davide Pitis, direttore stabile dell’ensemble dal 2024.
Ad arricchire il programma saranno gli interventi dei solisti Francesco Savonitto all’oboe, Giuseppe Lucilli al clarinetto, Mika Sakamoto al violino e Chiara Alloi alla voce.
L’Orchestra UNIUD nasce nel 2019 da un progetto promosso da Fabio Alessi, Gabriele De Anna e Francesco Savonitto, con il sostegno dell’Università degli Studi di Udine.
L’iniziativa prende forma con l’obiettivo di valorizzare la musica come parte integrante della vita universitaria, offrendo a studenti, docenti e personale dell’Ateneo la possibilità di condividere un’esperienza artistica fondata sulla pratica musicale d’insieme.
Dal settembre 2024 la direzione stabile è affidata al Maestro Davide Pitis.
Composto nel 1856, il Geistliches Lied (Canto spirituale) appartiene alla produzione giovanile di Johannes Brahms e rivela già una caratteristica fondamentale del suo linguaggio: la capacità di fondere il rigore della scrittura musicale con una profonda intensità espressiva. Nella versione originale, destinata a coro misto e organo, Brahms mette in musica un testo del poeta tedesco Paul Fleming, incentrato sulla fiducia e sulla serenità interiore di fronte alle difficoltà della vita. La struttura musicale è costruita attraverso un raffinato intreccio contrappuntistico, nel quale le diverse voci si rincorrono e si sostengono reciprocamente. L’elaborazione tecnica non diventa mai fine a sé stessa, ma contribuisce a creare un’atmosfera raccolta e contemplativa. L'arrangiamento di J. Brubaker inserito nel programma offre l’occasione di riscoprire una pagina nella quale spiritualità, equilibrio e bellezza melodica trovano una sintesi particolarmente suggestiva.
Tra le pagine più rappresentative del repertorio barocco per oboe, il Concerto in Re minore di Alessandro Marcello si distingue per l’eleganza della scrittura e per l’intensità del dialogo tra solista e orchestra. Articolato in tre movimenti, il concerto presenta dapprima un Andante spiccato, caratterizzato da un andamento ritmico incisivo e da un vivace confronto tra lo strumento solista e gli archi. Il cuore emotivo dell’opera è tuttavia il celebre Adagio, una delle melodie più riconoscibili del repertorio barocco. La linea dell’oboe si sviluppa con il respiro di una voce umana, dando vita a un canto intimo e malinconico, sostenuto con discrezione dall’accompagnamento strumentale. Il Presto conclusivo restituisce energia e movimento, chiudendo il concerto con brillantezza. La fortuna di questa composizione è legata anche a Johann Sebastian Bach, che ne realizzò una trascrizione per strumento a tastiera, catalogata come BWV 974. Una testimonianza del valore che il grande compositore tedesco riconobbe all’opera di Marcello.
Completato nel 1791, pochi mesi prima della morte di Mozart, il Concerto per clarinetto in La maggiore KV 622 rappresenta uno dei vertici della sua produzione strumentale. Scritto per il clarinettista Anton Stadler, amico del compositore e interprete particolarmente apprezzato, il concerto valorizza tutte le possibilità espressive dello strumento, dalla morbidezza del registro grave alla luminosità di quello acuto. Il secondo movimento, Adagio, è una pagina di straordinaria purezza melodica. Fin dalle prime battute, il clarinetto introduce un tema ampio e cantabile, al quale l’orchestra risponde con delicatezza, creando un dialogo di grande intimità. La musica sembra sospendere il tempo: ogni frase si sviluppa con naturalezza, senza virtuosismi appariscenti, affidando tutta la propria forza alla qualità del suono e alla profondità dell’espressione. È proprio in questa apparente semplicità che emerge la grandezza dell’ultimo Mozart, capace di racchiudere sentimenti complessi in una scrittura limpida ed essenziale.
La Romanza in Fa maggiore, composta intorno al 1798, appartiene a una fase nella quale Beethoven sta progressivamente definendo il proprio linguaggio personale, ancora vicino all’eleganza classica ma già caratterizzato da una particolare intensità emotiva. A differenza delle grandi composizioni sinfoniche che ne hanno consacrato l'immagine di autore impetuoso e rivoluzionario, questa pagina rivela un Beethoven intimamente lirico. Il violino solista espone una melodia dolce e cantabile, che ritorna nel corso del brano alternandosi a episodi dal carattere differente. La struttura, riconducibile alla forma del rondò, consente al tema principale di riemergere come un pensiero familiare, ogni volta arricchito dalle esperienze musicali che lo hanno preceduto. L’orchestra accompagna e dialoga con il solista senza mai sovrastarne la voce, contribuendo a creare un'atmosfera di equilibrio e raccoglimento. Una composizione nella quale la forza espressiva di Beethoven si manifesta attraverso la delicatezza, piuttosto che attraverso il contrasto drammatico.
Figura centrale della cultura musicale del Novecento, Nadia Boulanger è ricordata soprattutto per la sua straordinaria attività didattica, che ha contribuito alla formazione di generazioni di compositori e musicisti. Accanto al suo lavoro di insegnante, direttore d’orchestra e interprete, ha lasciato un catalogo di composizioni che merita di essere riscoperto. Il Cantique, composto nel 1909 su versi di Maurice Maeterlinck, appartiene alla sua produzione vocale giovanile.Il testo evoca immagini di compassione, perdono e amore, mentre la musica ne amplifica il carattere spirituale attraverso una scrittura raccolta, sensibile alle sfumature della parola e della melodia. La linea vocale si sviluppa con naturalezza e intensità, sostenuta da un linguaggio armonico raffinato, nel quale si riconoscono le suggestioni della tradizione francese del primo Novecento. Nell’arrangiamento di Daniele Russo, la composizione sarà proposta con la partecipazione della solista Chiara Alloi, offrendo al pubblico l’occasione di avvicinarsi a un aspetto meno conosciuto dell’eredità artistica di Nadia Boulanger.
Il dialogo raccolto della musica da camera si apre ora alla dimensione orchestrale, dove ogni voce acquista nuovi interlocutori e il racconto musicale cambia continuamente prospettiva.
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JOHANNES BRAHMS
Geistliches Lied op. 30
ALESSANDRO MARCELLO
Concerto per oboe, archi e basso continuo in Re minore
Andante spiccato
Adagio
Presto
Solista: Francesco Savonitto
WOLFGANG AMADEUS MOZART
dal Concerto per clarinetto e orchestra in La maggiore KV 622
Adagio
Solista: Giuseppe Lucilli
LUDWIG WAN BEETHOVEN
Romanza per violino e orchestra in Fa maggiore, op.50
Solista: Mika Sakamoto
NADIA BOULANGER
Cantique
Solista: Chiara Alloi
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Nasce nel 2019 da un progetto promosso da Fabio Alessi, Gabriele De Anna e Francesco Savonitto, con il sostegno dell’Università degli Studi di Udine.
L’iniziativa prende forma con l’obiettivo di valorizzare la musica come parte integrante della vita universitaria, offrendo a studenti, docenti e personale dell’Ateneo la possibilità di condividere un’esperienza artistica fondata sulla pratica musicale d’insieme.
Il progetto si sviluppa a partire da una convinzione precisa: la musica non rappresenta soltanto una disciplina specialistica, ma costituisce uno strumento di crescita culturale, di comunicazione e di relazione tra le persone.
Pur essendo nata all’interno della comunità accademica, l’Orchestra si è progressivamente aperta anche a musicisti esterni all’Università, accogliendo esperienze e percorsi differenti. Ne è derivata una formazione nella quale convivono competenze musicali consolidate e passione per l’attività orchestrale.
Nonostante le difficoltà incontrate nei primi anni a causa della pandemia, l'ensemble ha saputo costruire una propria identità artistica, partecipando agli appuntamenti istituzionali dell’Ateneo e sviluppando un’attività concertistica rivolta anche al pubblico del territorio.
Il repertorio affrontato comprende composizioni di epoche e stili diversi, dal Barocco al Novecento, con particolare attenzione alla valorizzazione degli strumenti solisti e alla collaborazione con altre realtà musicali.
Tra le esperienze più significative figurano i progetti condivisi con il Coro dell’Università di Udine intitolato a Gilberto Pressacco e le collaborazioni con altre formazioni universitarie, tra cui quelle dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.
L'Orchestra ha inoltre partecipato a numerose iniziative musicali e culturali in Friuli Venezia Giulia e in altre città italiane, contribuendo a promuovere un modello di attività orchestrale nel quale ricerca della qualità, partecipazione e diffusione della cultura musicale procedono insieme.
Dal settembre 2024 la direzione stabile è affidata al Maestro Davide Pitis.
DAVIDE PITIS, direttore
Compositore e direttore d’orchestra e di coro, Davide Pitis si è formato presso il Conservatorio “Jacopo Tomadini” di Udine, dove ha conseguito i diplomi in Composizione e in Musica corale e Direzione di coro, perfezionando successivamente la propria preparazione con il Diploma accademico di secondo livello in Composizione, ottenuto con il massimo dei voti e la lode. Ha approfondito la direzione d’orchestra attraverso percorsi di formazione con importanti maestri, frequentando anche i corsi della Fondazione Arturo Toscanini di Parma. Particolare attenzione ha dedicato alla musica del Novecento, approfondendone le problematiche interpretative e direttoriali sotto la guida di Sandro Gorli. Premiato in concorsi nazionali e internazionali, ha sviluppato un’intensa attività di compositore, con opere cameristiche e sinfoniche eseguite in Italia e all’estero. Ha inoltre realizzato musiche di scena per il teatro, collaborando con produzioni legate alla Rai e al Mittelfest.
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