Nel cuore e nell'anima del violoncello
    

  

 DOMENICA 14 DICEMBRE 2025, ore 20.45
Palazzo Ragazzoni - Sacile (PN)
 
 
MATTEO RONCHINI, violoncello 
 

 

“Due mondi barocchi, una sola voce. L’anima del violoncello in un intreccio di ricerca, danza e contemplazione: dai primi passi solistici di Gabrielli alla profondità spirituale delle Suite di Bach.”
 

In questo programma per violoncello solo si intrecciano due mondi barocchi apparentemente distanti ma profondamente complementari: l’Italia di Domenico Gabrielli e la Germania di Johann Sebastian Bach. Da una parte, i Ricercari di Gabrielli, tra le primissime testimonianze scritte per violoncello solo, aprono un orizzonte nuovo, in cui lo strumento, fino ad allora relegato al basso continuo, si emancipa e si esprime in completa autonomia. Brevi, intensi, talvolta enigmatici, i Ricercari sono esperimenti di voce singola, ma già capaci di evocare strutture polifoniche e tensioni armoniche, in un linguaggio che cerca, esplora, inventa. Dall’altra, le due Suite di Bach rappresentano il culmine di questo percorso: non semplici danze, ma veri e propri viaggi interiori in cui il violoncello si fa coro, teatro, pensiero. La Suite n. 1 in Sol maggiore è tra le più conosciute, luminosa e accogliente, con il suo celebre Preludio che sembra nascere dal respiro stesso dell’arco; la Suite n. 5 in Do minore, al contrario, è più austera e profonda, quasi meditativa, pensata in origine per uno strumento accordato in modo speciale, per amplificarne la risonanza emotiva.

Ascoltare questi brani nella loro nudità è un’esperienza che trascende il tempo: il suono del violoncello, da solo, riempie lo spazio come una voce che racconta senza parole, alternando gesti di danza a momenti di raccoglimento. Per accompagnare l’ascolto, si può lasciar agire l’orecchio con spirito curioso: nei Ricercari di Gabrielli, cogliere il senso di scoperta e sperimentazione, le improvvise impennate melodiche, l’uso delle doppie corde e delle pause come elementi espressivi. È interessante ascoltare come, con una sola linea, il compositore riesca a suggerire più voci in dialogo, evocando una polifonia interiore. Nelle Suite di Bach, ogni movimento è un mondo a sé: il Preludio della Suite n. 1 è un flusso continuo e arpeggiato, quasi ipnotico, mentre le danze successive — Allemande, Courante, Sarabande, Minuetti, Gigue — alternano rigore e libertà, slancio e intimità. La Suite n. 5, più scura e intensa, invita a un ascolto più concentrato: si noti, nel Preludio, il passaggio da un inizio grave e sospeso a una sezione fugata; nella Sarabanda, invece, il silenzio sembra quasi più importante del suono, e l’arco si muove con parsimonia e profondità. Le Gavotte sorprendono per la loro eleganza solenne, mentre la Gigue finale chiude con vitalità trattenuta.

A interpretare questo viaggio è Matteo Ronchini, violoncellista dalla solida formazione classica e barocca, docente presso il Conservatorio “Verdi” di Milano, concertista dalla sensibilità raffinata e dalla lunga esperienza in ambito solistico e cameristico. La sua lettura unisce rigore e libertà, tradizione e ricerca, dando corpo e anima a un repertorio che vive di equilibrio sottile tra forma e espressione. In questo concerto, il violoncello non è solo strumento, ma protagonista di un racconto che attraversa secoli e stili, alla ricerca di un suono interiore che parla direttamente al cuore.

 

DOMENICO GABRIELLI (1650-1690)
dai Sette Ricercar per violoncello solo
Ricercar primo
Ricercar terzo
Ricercar sesto
Ricercar settimo

JOHANN SEBASTIAN BACH (1685-1750)
Suite n.1 in sol maggiore BWV 1007 per violoncello solo
Prelude
Allemande
Courante
Sarabande
Minuet 1
Minuet 2
Gigue

Suite n.5 in do minore BWV1011 per violoncello solo
Prelude
Allemande
Courante
Sarabande
Gavotte 1
Gavotte 2
Gigue

 

Matteo Ronchini
Ha studiato al Conservatorio “G. Verdi” di Milano con Bruno Vitali e Rocco Filippini, diplomandosi con il massimo dei voti. Si è perfezionato con David Geringas e, presso l’Accademia “W. Stauffer” di Cremona, con Rocco Filippini e Bruno Giuranna. Con il Quartetto “W. Stauffer” ha suonato nei principali teatri italiani (Teatro Sistina, Morlacchi, La Pergola, Festival di Cremona, Napoli) ed è stato il primo quartetto italiano ospite in Cina, con concerti, registrazioni radio e masterclass al Conservatorio di Shanghai. Ha frequentato i corsi del Trio di Trieste a Duino e all’Accademia Chigiana, ottenendo il diploma di merito. Con il Quartetto Ronchini si è esibito in Italia e all’estero (Amsterdam, Kiev, Lugano, Milano, Torino, Trieste, Asolo). Come solista ha suonato con numerose orchestre, tra cui l’Angelicum, I Pomeriggi Musicali (diretti da Daniele Gatti), UECO, l’Orchestra da Camera di Fiesole con Felix Ayo, e l’Orchestra "N. Paganini" con Piero Bellugi e Karl Martin, affrontando il Doppio di Brahms e il Triplo di Beethoven con Mario Trabucco e Massimiliano Damerini. Ha collaborato con l’Orchestra da Camera Italiana e Salvatore Accardo, con cui ha inciso per Fonit Cetra e suonato al Senato della Repubblica per il 50° della Costituzione. Con Accardo si è esibito al Palazzo Reale di Madrid in un video concerto su strumenti storici, tra cui un violoncello Stradivari del 1696. Primo violoncello ospite di diversi ensemble (“I Virtuosi Italiani”, “I Solisti di Parma”, UECO), è docente di violoncello al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, vincitore di concorsi a cattedra. Ha tenuto concerti e masterclass internazionali (Spalato, Monaco di Baviera, San Pietroburgo). Nel 2004, per Genova Capitale Europea della Cultura, ha suonato con l’Ensemble Paganini in importanti festival e sedi prestigiose. Con Mario Trabucco ha interpretato repertorio paganiniano a Palazzo Tursi, e con Pinuccia Schicchi ha eseguito l’integrale delle Sonate di Beethoven per violoncello e pianoforte. Ha collaborato con l’attrice Lucilla Morlacchi per il Festival di Arezzo e, per il FAI a Villa Balbianello, ha proposto le tre Suites di Britten. A Villa Monastero di Varenna ha interpretato l’integrale delle Suites di Bach. A Sacile tiene il corso estivo di violoncello e musica da camera con pianoforte in collaborazione con la pianista Cecilia Novarino.