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Evento Sinfonico
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DOMENICA 30 NOVEMBRE 2025, ore 17.00
Teatro Zancanaro - Sacile (PN)
ORCHESTRA SINFONICA e
ORCHESTRA JAZZ del «Tartini» di Trieste direttori: Silvia Massarelli, Matteo Chiodini, Mirco Rubegni
tromba solista: Andrea Brusini
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“Un viaggio musicale che dal linguaggio elegante del classicismo attraversa la sensibilità lirica del romanticismo, si apre alle sonorità moderne del Novecento e approda alla profondità spirituale del jazz.”
L’Orchestra Sinfonica del Conservatorio “Giuseppe Tartini” torna sul palcoscenico con un programma che attraversa oltre un secolo di storia musicale, dal classicismo viennese alle sonorità jazzistiche del Novecento, grazie alla collaborazione con la Faculty of Music della University of Arts di Belgrado. L’organico sinfonico del Tartini, formato da studenti delle classi superiori del Conservatorio – molti dei quali già impegnati in progetti orchestrali internazionali, masterclass e prime esperienze professionali – è oggi una delle realtà giovanili più attive del territorio, con un repertorio che spazia dalla musica barocca alle più recenti sperimentazioni del linguaggio contemporaneo. La collaborazione con la Faculty of Music di Belgrado si inserisce in un percorso di scambi accademici che rafforza il dialogo artistico e culturale tra istituzioni europee e favorisce la crescita degli studenti nel vivo dell’esperienza orchestrale.
L’apertura del concerto è affidata al Concerto per tromba e orchestra in mi bemolle maggiore di Johann Nepomuk Hummel, composto nel 1803 e destinato alla tromba a chiavi di Anton Weidinger, protagonista dell’evoluzione tecnica dello strumento. Pagina di grande importanza per il repertorio trombettistico, il Concerto richiede al solista agilità, controllo del fraseggio e brillantezza timbrica. Nel ruolo di solista il pubblico ascolterà Andrea Brusini, talento della classe del M° Massimiliano Morosini, già impegnato in rassegne cameristiche e progetti orchestrali del Conservatorio, la cui sensibilità per il repertorio classico si accompagna a un suono nitido e ben proiettato. Sul podio sarà impegnato Matteo Chiodini, direttore formatosi nella classe del M° Marco Angius, tra i più autorevoli interpreti italiani della musica del Novecento e contemporanea. Chiodini si sta distinguendo per una chiara precisione gestuale, attenzione ai dettagli timbrici e un crescente interesse per il repertorio sinfonico classico e primo romantico, oltre che per progetti di nuova musica e prime esecuzioni.
Il suono dell’Orchestra Tartini si fa poi voce narrativa nell’Intermezzo da Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, una delle pagine più iconiche del verismo italiano, dove la scrittura orchestrale diventa paesaggio emotivo. La morbidezza degli archi e la luminosità dell’armonia restituiscono il sentimento sospeso che Mascagni costruisce come ponte tra le tensioni del dramma.
Con An American in Paris di George Gershwin il programma entra nel linguaggio di una modernità vibrante. Questo poema sinfonico, composto nel 1928, racconta la vitalità della Parigi degli anni Venti tra jazz, traffico cittadino e luci dei boulevard. A guidarne l’interpretazione è la direttrice Silvia Massarelli, musicista versatile con una solida preparazione nel repertorio sinfonico tra Ottocento e Novecento, attiva nella direzione di orchestre giovanili e progetti di formazione orchestrale avanzata. La sua attenzione alla trasparenza delle linee e alla pulsazione del ritmo gershwiniano offre alla partitura un equilibrio tra orchestrazione raffinata e anima jazz.
Il secondo segmento della serata vede protagonista l'Orchestra Jazz del Conservatorio Tartini, un ensemble che riunisce studenti delle classi jazz, molti dei quali già attivi in festival e collaborazioni artistiche nel panorama improvvisativo regionale e nazionale. L’ensemble affronta il Sacred Concert di Duke Ellington, ciclo concepito tra il 1965 e il 1973 che rappresenta per il compositore una “modern sacred music”, capace di trasformare il linguaggio jazz in un luogo di meditazione spirituale, tra swing, scrittura corale e improvvisazione. A dirigerlo è Mirco Rubegni, trombettista e compositore con una profonda conoscenza della tradizione ellingtoniana, formatosi tra accademia classica e ricerca jazzistica, attivo come solista e leader di progetti originali. Nella sua direzione emerge una cura particolare per la struttura ritmica, la gestione delle dinamiche e il rispetto della componente improvvisativa, elementi centrali per restituire la profondità del messaggio musicale di Ellington.
In un’unica serata scorrono così stili, estetiche e prospettive diverse: dal virtuosismo elegante di Hummel al lirismo introspettivo di Mascagni, dal respiro cosmopolita di Gershwin alla visione spirituale di Ellington. Il concerto diventa un percorso d’ascolto che mette in dialogo tradizione e innovazione, e mostra il valore formativo e artistico delle orchestre e degli ensemble del Conservatorio Tartini, luogo in cui i giovani interpreti costruiscono il proprio futuro musicale immersi nella dimensione viva della performance.
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| JOHANN N.HUMMEL (1778–1837)
Concerto per Tromba e Orchestra in mi bemolle maggiore
I tempo Allegro con spirito
Andrea Brusini, tromba *
Matteo Chiodini, direttore **
PIETRO MASCAGNI (1863–1945)
Intermezzo da «Cavalleria Rusticana»
GEORGE GERSHWIN (1898–1937)
An American in Paris
Silvia Massarelli, direttrice
DUKE ELLINGTON (1899-1974)
Sacred Concert
Praise God
Heaven
The Sheperd
It’s Freedom
David Danced
The majesty of God
Jazz band del Conservatorio Tartini
Mirco Rubegni, direttore
* Classe di Tromba M° Massimiliano Morosini
** Classe di Direzione d’Orchestra M° Marco Angius
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Orchestra Sinfonica del Conservatorio «G.Tartini»
È composta da giovani musicisti, iscritti ai corsi superiori e specialistici del Conservatorio. Ad essa afferiscono, inoltre, i migliori studenti dei corsi propedeutici nonché, in particolari occasioni, giovani diplomati ed alcuni docenti, assicurando così continuità alla formazione, pur nel naturale avvicendamento dei suoi componenti. Alla sua guida si sono alternati, nel corso degli anni, diversi direttori d’orchestra, tra i quali si segnalano Aldo Belli, Caterina Centofante, Giampaolo Coral, Andrea Cristofolini, Antonino Fogliani, Romolo Gessi, Stojan Kuret, Adriano Martinolli D’Arcy, Fabio Pirona, Sigmund Thorp, Luigi Toffolo, Daniele Zanettovich. L’Orchestra affianca alla sua funzione formativa istituzionale una notevole attività concertistica, che viene regolarmente svolta presso vari teatri, in Italia e all’estero, in collaborazione con enti di rilevante prestigio musicale. Ha realizzato, inoltre, varie registrazioni discografiche, radiofoniche e televisive.
Silvia Massarelli, è la prima donna ad aver vinto il Grand Prix de direction d’orchestre al Concorso Internazionale di Besançon. Premio della critica al Concorso Prokofiev di San Pietroburgo e unica vincitrice del Concorso Robert Blot di Parigi, ha studiato al Conservatorio di Musica Santa Cecilia di Roma pianoforte, composizione e direzione d’Orchestra per poi trasferirsi a Parigi, dove si è laureata con il massimo dei voti al Conservatoire National Supérieur de Musique. Ha collaborato con direttori come Myung-whun Chung, Laurent Petit-Girard, Cyril Diederich e con musicisti di fama internazionale quali Michel Dalberto, Martin Spandenberg, Claude Delangle e Jean-Yves Fourmeau. Ha diretto prime esecuzioni assolute di numerosi compositori, fra i quali Jacqueline Fontyne, Edison Denisov, Lowell Liebermann, Eric Tanguy, Thierry Escaich, Lorenzo Palomo, Nicola Campogrande e ha partecipato al Nordic Days Musical Festival di Rejkiavik. È stata invitata da orchestre di grande prestigio, fra le quali la New York Philharmonic, Wiener Kammer Orchester, Orchestre des Concerts Lamourex, Orchestre Symphonique de Tours, Haendel Festspiele Orchester di Halle, Cyprus Symphony Orchestra, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. È regolarmente invitata a convegni e congressi sulla leadership e il suo percorso è apparso nel libro “donne come noi” edito da Sperling & Kupfer, che raccoglie le testimonianze di “100 donne italiane che hanno fatto cose eccezionali”. È docente titolare al Conservatorio Tartini di Trieste per la cattedra di Esercitazioni Orchestrali, disciplina che ha insegnato precedentemente in altri Conservatori. Mirco Rubegni, diplomatosi a soli 17 anni presso il Conservatorio Di Musica F. Morlacchi Di Perugia, guidato dal Maestro Massimo Bartoletti fin da giovanissimo ha praticato una intensa attività concertistica di musica classica e moderna. Ha partecipato nel 2001 al seminario di Ottoni a Castrocaro Terme tenuto dai maestri degli Ottoni dell’orchestra Santa Cecilia. Nel 2003 inizia i propri studi di jazz presso Siena Jazz con K. Lesmmann e M. Tamburini. Partecipa ai seminari di Langnau Jazz (CH) nel 2004 tenuti da H. Crook e C. Roditi, docenti della Berklee School. Partecipa come solista rappresentante italiano della Jeunesses Musicales International (JMI) Jeunesses Musicales Croatia (JM Croatia) e International Association Of Schools of Jazz (IASJ), tenendo concerti presso la sede della Radio di Stato a Zagabria e al Jazz club Porgy and Bess di Vienna. Nel 2007 si è laureato al Conservatorio G.B. Martini di Bologna in Jazz sotto la guida dei maestri Roberto Rossi e Stefano Zenni. Nel 2008-2010 ha partecipato al corso di Alta Formazione “INJAM” presso il C.A.F culturale “Fondazione Siena Jazz”. Ha suonato con: Eddie Henderson, Billy Hart, Gianluigi Trovesi, Jeff Ballard, Palle Danielsonn, Jack Walrath, Tim Berne, Aron Goldberg, Ralph Alessi, Steve Kuhn, Ben Allison, Avishai Cohen, John Taylor, Danilo Perez, Kenny Wheeler. Collabora da 18 anni con Gianluca Petrella nella “Cosmic Renaissance” e attualmente è la prima tromba della Umbria Jazz Orchestra dove ha suonato come leader e come solista con: Ryan Truesdell, Joe Lovano, Quincy Jones, Wayne Shorter, Paolo Fresu, Kurt Elling, Gil Goldstein, Gregory Porter-Vince Mendoza”, ha registrato con questa orchestra per la Blue Note Records New York due dischi: Ethan Iverson “Bud Powell in the 21st Century” e “orchestras” di Bill Frisell con Michael Gibbs, Rudy Royston, e Thomas Morgan. Nel 2020-21 ha partecipato come solista al quintetto italiano di Dee Dee Bridgewater, Nel 2021 ha Registrato il disco con Maria Pia De Vito “This woman’s work” per l’etichetta Auditorium Parco Della Musica. Nel 2024 ha Suonato al festival Umbria Jazz con il proprio progetto dedicato alla musica di Louis Armstrong. Altre collaborazioni: “Unfall” di Dan Kinzelmann, “Unknow Rebel Band” di G.Guidi, “Camera Lirica” di D.Caliri, “Karima” sing B.Bacharach, “Funkoff” D.Cecchini, “Camera Oscura” D.Richiedei, “Sonata Island Meets Mahler” E.Galante, “Torino Jazz Orchestra” Fondata da G. Basso. |
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