XXX FVG International Music Meeting
 
Il cammino del Meeting approda al respiro più ampio del concerto sinfonico. Ciò che nelle matinée nasce come dialogo ravvicinato tra interpreti, repertori e sonorità, trova ora una nuova prospettiva nella grande architettura orchestrale, dove il pianoforte, il violino e l’orchestra diventano protagonisti di un confronto tra passato e presente. componendo un programma che unisce chiarezza classica, slancio romantico e creazione contemporanea.
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Concerto sinfonico dell'Orchestra del Meeting

  

 SABATO 25 LUGLIO, ore 20.45
Teatro Zancanaro - Sacile (PN) 
 
Mario Zanettedirettore
Muraad Layousse, pianoforte
Elisa Scudeller, violino
e il vincitore del 11th International Composition Prize SEM 2026 Luís Cardoso

 

"Il grande respiro dell’orchestra: pianoforte, violino e nuova creazione si incontrano in un percorso che attraversa classicità, visione romantica e presente sonoro."
 
 
Ci sono momenti in cui il percorso di un festival si allarga, passando dall’intimità della musica da camera alla forza collettiva dell’orchestra. Il Concerto Sinfonico dell’Orchestra del Meeting rappresenta uno di questi approdi: dopo le matinée affidate alle giovani promesse della residenza estiva, il dialogo tra strumenti, epoche e linguaggi diversi trova una nuova dimensione nel suono orchestrale.
Il programma mette in relazione tre prospettive complementari: la trasparenza luminosa di Mozart, la profondità poetica di Beethoven e l’energia della creazione contemporanea. Pianoforte, violino e orchestra diventano così voci di uno stesso cammino, in cui il grande repertorio non è soltanto memoria da custodire, ma materia viva, capace di dialogare con il presente.
Il concerto disegna una traiettoria che unisce equilibrio classico, ampiezza romantica e nuova invenzione sonora. Non un semplice accostamento di pagine celebri e contemporanee, ma un percorso in cui ogni opera apre una diversa idea di ascolto: il pianoforte come voce limpida e interiore, il violino come canto nobile e visionario, l’orchestra come spazio di energia, forma e trasformazione.
 
 
Il concerto vede protagonista l’Orchestra del Meeting, diretta dal M° Mario Zanette, con Muraad Layousse al pianoforte ed Elisa Spremulli al violino. Al centro della serata non ci sono soltanto tre grandi momenti del repertorio, ma anche tre percorsi artistici che raccontano bene lo spirito del festival: formazione, esperienza, valorizzazione dei giovani interpreti e dialogo continuo tra tradizione e presente.
Mario Zanette, clarinettista, direttore d’orchestra e docente, è fondatore e presidente dell’Ensemble Serenissima APS. La sua attività artistica si è sviluppata tra repertorio solistico, musica da camera e direzione, accanto a un costante impegno nella progettazione culturale e nella crescita di nuove generazioni di musicisti. Alla guida dell’Orchestra del Meeting, Zanette porta sul podio una visione musicale che unisce rigore, attenzione educativa e radicamento nel territorio, trasformando il concerto sinfonico in un momento di sintesi tra percorso formativo e produzione artistica.
Muraad Layousse si è distinto fin da giovanissimo per un percorso pianistico di particolare precocità e solidità. Diplomatosi a Padova a diciannove anni con il massimo dei voti, ha proseguito la propria formazione con Laura Palmieri e ha conseguito con lode il Master of Arts in Music Performance al Conservatorio della Svizzera italiana. La sua presenza nel programma mozartiano mette in luce un interprete chiamato a confrontarsi con una scrittura di estrema finezza, dove il virtuosismo resta sempre al servizio del canto, della misura e della trasparenza espressiva.
Elisa Scudeller violinista nata nel 2001, si è diplomata a 15 anni con il massimo dei voti e la lode al Conservatorio di Padova. Vincitrice di oltre 50 primi premi assoluti in concorsi internazionali, si è esibita come solista in prestigiose sale italiane ed estere, tra cui la Carnegie Hall di New York. Collabora con importanti orchestre ed è spalla dell’Orchestra Sinopoli. Nel concerto beethoveniano il suo violino è chiamato a farsi voce ampia e nobile, capace di sostenere una pagina in cui tecnica, respiro lirico e profondità musicale procedono in equilibrio.
Accanto agli interpreti, la figura di Luís Cardoso introduce nel concerto la voce della creazione contemporanea. Compositore, direttore d’orchestra e ricercatore portoghese, nato nel 1974, ha conseguito un dottorato di ricerca in Musica presso l’Università di Aveiro. Il suo catalogo comprende numerose opere originali e un’ampia produzione di arrangiamenti, con prime esecuzioni in diversi Paesi, tra cui Portogallo, Giappone, Paesi Bassi, Stati Uniti e Brasile. La sua musica ha ricevuto riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui due Harvey Phillips Awards for Excellence in Composition.
 
 
Il percorso si apre con il Concerto per pianoforte e orchestra n. 23 in la maggiore K 488 di Wolfgang Amadeus Mozart, una delle pagine più raffinate della produzione concertistica mozartiana. Il pianoforte dialoga con l’orchestra con naturalezza e misura, senza cercare l’effetto esteriore, ma costruendo un equilibrio fatto di chiarezza, eleganza e cantabilità. Al centro dell’opera si apre una dimensione più intima e raccolta, dove il suono sembra sospendersi in una malinconia luminosa, fragile e profondissima.
Con il Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 61 di Ludwig van Beethoven, il dialogo tra solista e orchestra assume un respiro più ampio e solenne. Il violino entra progressivamente nel tessuto orchestrale, non come voce isolata, ma come presenza che nasce, cresce e si trasforma dentro una grande architettura sonora. La scrittura unisce nobiltà, tensione lirica e ampiezza formale, trasformando il concerto in un viaggio condiviso, dove virtuosismo e pensiero musicale procedono insieme.
La prima esecuzione assoluta di Cursus Atalantae di Luís Cardoso porta il programma nel tempo della creazione. Opera vincitrice dell’11th International Composition Prize SEM 2026, la partitura introduce una nuova energia nel percorso della serata, aprendo l’orchestra a un linguaggio contemporaneo fatto di movimento, tensione e invenzione. Il richiamo ad Atalanta evoca corsa, sfida e trasformazione, suggerendo un paesaggio sonoro in cui il gesto musicale diventa slancio, traiettoria e visione.
Cursus Atalantæ, nasce dall’immagine di Atalanta, figura della mitologia greca celebre per la sua velocità straordinaria. Atalanta era una cacciatrice indipendente e imprendibile. Secondo il mito, sfidava nella corsa i suoi pretendenti: chi fosse riuscito a batterla avrebbe potuto sposarla, chi avesse perso avrebbe pagato con la vita. Una figura luminosa e inquieta, dunque, legata alla corsa, alla sfida, al rischio, ma anche a un’idea forte di libertà. Luis Cardoso traduce questa figura mitologica in una musica rapida, inquieta, intensamente trascinante. Il brano, della durata di circa sei minuti, non cerca momenti di riposo o distensione, ma vive in uno stato di energia permanente. La musica procede per scatti, contrazioni, ripartenze improvvise. I ritmi si accendono e si inseguono, gli interventi dell’ensemble si incastrano con energia, creando una tensione che non si scioglie mai del tutto. Cursus Atalantæ diventa così una pagina intensa e compatta, in cui la velocità non è semplice virtuosismo, ma forma espressiva e l’irrequietezza non è semplice agitazione, ma il cuore stesso del brano.
La Giuria ha assegnato il Primo Premio alla composizione di Luis Cardoso per la solidità della scrittura, la padronanza dell’organico e l’efficacia del trattamento timbrico e ritmico. L’opera si distingue per una concezione musicale chiara e coerente, sostenuta da un’energia costante e da una notevole tensione espressiva. La scrittura orchestrale rivela sicurezza tecnica e attenzione al rapporto tra le diverse sezioni dell’ensemble, con un’attenta costruzione degli impasti sonori, dei contrasti dinamici e delle relazioni tra le diverse sezioni dell’ensemble. La Giuria ha particolarmente apprezzato la capacità dell’autore di costruire un discorso musicale compatto e incisivo, mantenendo viva la direzione formale del brano e valorizzando le risorse timbriche dell’organico in una scrittura strumentale consapevole e funzionale all’impatto complessivo dell’opera.
Per la maturità del linguaggio, la qualità della realizzazione strumentale e la forza espressiva della composizione, la Giuria ha ritenuto Cursus Atalantæ meritevole del Primo Premio dell’11th International Composition Prize SEM 2026.
 
 
Tra la luce trasparente di Mozart, il canto profondo di Beethoven e la forza generativa della nuova musica, il Concerto Sinfonico dell’Orchestra del Meeting racconta uno dei nuclei più vivi del festival: l’incontro tra giovani interpreti, grande repertorio e composizione contemporanea, in un’unica architettura sonora capace di guardare al passato e al futuro con lo stesso respiro.

 

 
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 WOLFGANG AMADEUS MOZART (1756-1791)
Concerto per pianoforte n. 23 in la maggiore, K 488
Allegro
Adagio
Allegro assai
Muraad Layousse, pianoforte 
 
 
 
LUÍS CARDOSO (1974)
Cursus Atalantae
brano vincitore del 11th International Composition Prize SEM 2026 
 
 
 
LUDWIG VAN BEETHOVEN (1770-1827)
Concerto in re maggiore per violino e orchestra, op. 61
Allegro ma non troppo
Larghetto
Rondò: Allegro
Elisa Scudeller, violino
 

 

MURAAD LAYOUSSE
Si distingue fin da giovane come talento precoce, diplomandosi in pianoforte a 19 anni con lode al Conservatorio “Cesare Pollini” di Padova sotto la guida di Corrado Albin. Prosegue gli studi con Laura Palmieri, allieva di Arturo Benedetti Michelangeli, e nel 2015 consegue con lode il Master of Arts in Music Performance al Conservatorio della Svizzera Italiana con Nora Doallo. Successivamente ottiene l’Artist Diploma presso la Buchmann-Mehta School of Music di Tel Aviv sotto la guida di Arie Vardi. Si perfeziona inoltre con Vladimir Ashkenazy, Giovanni Bellucci, Homero Francesch e William Grant Nabore. Vincitore di numerosi concorsi, svolge un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero, esibendosi in importanti sedi a Padova, Venezia, Brescia e in Svizzera presso la RSI. Dal 2016 si esibisce regolarmente anche in Israele, collaborando con festival e istituzioni musicali di rilievo. Tra gli impegni più significativi: concerti al Tel Aviv Museum of Art e alla Edward Said Concert Hall, oltre alla collaborazione con “Friends of Jordan Festivals” e il Festival Musica a Santa Tecla di Sanremo. Nel 2019 esegue il Concerto n.4 di Beethoven e la Rapsodia in Blu di George Gershwin; nel 2021 vince il “Maggio del Pianoforte” a Napoli, diretto da Michele Campanella. Attualmente prosegue il perfezionamento con Stefania Redaelli.
 
ELISA SCUDELLER
Nata nel 2001, ha iniziato lo studio del violino all’età di 5 anni e si è diplomata a soli 15 anni con il massimo dei voti e la lode al Conservatorio di Padova, sotto la guida del M° Glauco Bertagnin. Ha proseguito la propria formazione perfezionandosi presso importanti istituzioni, tra cui l’Accademia Perosi di Biella, il Conservatori Superior del Liceu di Barcellona, l’Accademia Stauffer di Cremona e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, studiando con maestri di rilievo internazionale. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali, tra cui il Crescendo International Music Competition di New York, l’Eurasian Music Games di Astana, dove è stata la prima europea a imporsi, e l’International Johannes Brahms Competition. Si è esibita come solista e in formazioni cameristiche in prestigiose sale italiane ed estere, tra cui la Carnegie Hall di New York, la Great Hall di Astana, il Teatro Bellini di Catania, il Teatro Rossini di Macerata e la Sala della Regina alla Camera dei Deputati. Ha collaborato con orchestre quali I Solisti Veneti, I Musici di Parma, l’Orchestra Sinopoli, l’Orchestra Regionale Toscana, l’Orchestra del Conservatorio di Padova e l’Orchestra Zinaida Gilels. Accanto all’attività solistica, si dedica anche alla musica da camera, in particolare in duo con la sorella Giulia. Suona un violino Giovanni Grancino del 1700.
 
LUIS CARDOSO
Compositore, direttore d’orchestra e ricercatore portoghese, ha conseguito un dottorato di ricerca in Musica presso l’Università di Aveiro. Il suo catalogo comprende 155 opere originali e quasi un migliaio di arrangiamenti, con prime esecuzioni in Portogallo, Giappone, Paesi Bassi, Stati Uniti e Brasile. La sua musica ha ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui due Harvey Phillips Awards for Excellence in Composition (ITEA, 2016 e 2021), il Premio di Composizione Silva Dionísio (2002), il Premio di Composizione di Aveiro (2006), il II Premio Nazionale di Composizione della Banda Sinfónica Portuguesa (2011) e il III Premio al Winds Composition Contest Saxony (2007 e 2025). Diverse sue opere sono state finaliste agli Harvey G. Phillips Awards (2010, 2014) e al Premio Autori SPA (2014). Ha ricevuto commissioni da importanti istituzioni, tra cui la Lisbon Metropolitan Orchestra, la Banda Sinfónica Portuguesa, il Grupo de Música Contemporânea de Lisboa, il Festival Gravíssimo! e l’Università di Coimbra. Cardoso è Direttore Artistico dell’Orquestra Filarmónica 12 de Abril ed è attivo come docente e relatore invitato in conferenze e simposi dedicati alla musica contemporanea e al repertorio per strumenti a fiato.
 
MARIO ZANETTE
Si è diplomato brillantemente in clarinetto al Conservatorio “F. E. Dall’Abaco” di Verona. Fin da giovane ha affiancato al repertorio cameristico e solistico un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero, esibendosi in importanti teatri e sale da concerto in Europa, Stati Uniti, Canada, Sud America, Asia e Medio Oriente. Ha ricoperto il ruolo di primo clarinetto in prestigiose orchestre e formazioni cameristiche ed è fondatore, dal 1983, del Quartetto di clarinetti “Ensemble Serenissima”, con il quale ha ottenuto numerosi primi premi in concorsi internazionali. Parallelamente si è dedicato all’insegnamento del clarinetto e della direzione d’orchestra, dirigendo formazioni orchestrali in Italia e all’estero. Particolarmente attento alla formazione dei giovani musicisti, ha ideato e promosso numerose iniziative a loro dedicate. Ha fondato l’Orchestra La Serenissima, portandola a conseguire importanti riconoscimenti nazionali e internazionali e a svolgere tournée in Europa, Stati Uniti, Sud America e Asia. Collabora con solisti di fama internazionale ed è stato invitato come docente e giurato in diversi contesti musicali. Ha curato la sezione dedicata alla storia della musica in Friuli Venezia Giulia nella collana sulle arti regionali pubblicata dall’Agenzia Libraria di Monfalcone. Tiene regolarmente corsi di approfondimento musicale, storia ed estetica musicale ed è invitato a far parte della giuria di numerosi concorsi nazionali e internazionali.

 

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