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XXX FVG International Music Meeting
Nel percorso curatoriale generativo che caratterizza questa edizione del Meeting, il nuovo appuntamento raccoglie dal concerto precedente il confronto tra epoche: classicismo e modernità non come mondi separati, ma come territori comunicanti. In questo programma il flauto, voce antica e insieme modernissima, diventa guida di un itinerario sonoro che attraversa il tempo, dalla chiarezza settecentesca alla varietà timbrica ed espressiva del Novecento, mutando luce, colore e linguaggio.
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Il respiro del tempo:
il flauto tra classicismo e modernità
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SABATO 30 MAGGIO, ore 20.45
Sala Simoncini, Corte San Gregorio - Sacile (PN)
JINGYI HE, MEINAN CHEN, GIULIA GORGATI, LAURA ZANARDI, flauti
BRUNO VOLPATO, pianoforte
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“Il respiro del flauto attraverso il tempo, passando dall'eleganza del classicismo, alle inquietudini
e ai colori della modernità, in un percorso fatto di luce, energia, poesia e trasformazione”
Ci sono strumenti che attraversano le epoche senza perdere la propria identità, mutando continuamente voce, luce e linguaggio. Il flauto appartiene a questa rara famiglia sonora: strumento antico e insieme modernissimo, capace di passare dalla limpidezza del classicismo alla mobilità espressiva del Novecento, trasformando il respiro in canto, energia e colore.
In questo percorso il tempo non è soltanto successione cronologica, ma metamorfosi del suono. Le opere in programma mostrano come la scrittura flautistica cambi progressivamente prospettiva: dall’equilibrio formale e dalla tensione espressiva della sensibilità settecentesca fino a una concezione più libera, mobile e timbricamente ricca del linguaggio musicale. Il flauto diventa così luogo di trasformazione, strumento capace di attraversare mondi diversi mantenendo intatta la propria natura di voce sospesa tra virtuosismo e intimità.
Il concerto disegna una traiettoria che unisce chiarezza classica, ricerca timbrica, lirismo e invenzione ritmica. Non un semplice itinerario storico, ma un dialogo continuo tra stili e sensibilità differenti, in cui ogni composizione sembra raccogliere qualcosa della precedente e proiettarlo verso nuovi orizzonti sonori.
Il concerto vede protagoniste le giovani flautiste dei Corsi Annuali di Alto Perfezionamento dell’Accademia Musicale di Sacile: Jingyi He, Meinan Chen, Giulia Gorgati e Laura Zanardi. Provenienti da percorsi artistici differenti ma accomunate da una intensa attività di perfezionamento concertistico, le interpreti affrontano un programma che richiede al flauto una continua capacità di trasformazione stilistica ed espressiva.
Al loro fianco il pianista Bruno Volpato, musicista di grande esperienza cameristica, il cui dialogo con il flauto accompagna il percorso sonoro del concerto con equilibrio, sensibilità timbrica e profondità interpretativa.
Il percorso si apre con il Concerto in re minore di Carl Philipp Emanuel Bach, pagina in cui l’eredità barocca lascia già emergere una nuova sensibilità espressiva, più inquieta e teatrale. L’alternanza tra slancio virtuosistico, tensione emotiva e cantabilità introspettiva rivela una scrittura in equilibrio tra rigore formale e libertà espressiva, anticipando molti tratti della sensibilità classica. Il flauto si muove con agilità e brillantezza, ma soprattutto acquisisce una nuova dimensione narrativa, fatta di contrasti improvvisi e sfumature emotive.
Con la Sonata 1936 di Paul Hindemith il linguaggio cambia radicalmente prospettiva. La scrittura si fa più essenziale, ritmica e strutturata, costruendo un equilibrio continuamente mobile tra energia, tensione e introspezione. Il flauto abbandona ogni funzione puramente ornamentale per diventare voce incisiva e dinamica, capace di alternare ironia, severità e slancio espressivo in un dialogo serrato con il pianoforte.
La First Sonata di Bohuslav Martinů introduce invece un paesaggio sonoro più fluido e luminoso, dove la cantabilità dello strumento si intreccia a ritmi mobili e armonie trasparenti. La scrittura conserva chiarezza formale ma si apre a una continua varietà timbrica ed espressiva: il flauto sembra qui muoversi liberamente nello spazio sonoro, tra energia ritmica, malinconia lirica e improvvisi slanci di leggerezza.
Il percorso si conclude con la Fantaisie di Philippe Gaubert, pagina emblematica della tradizione flautistica francese del primo Novecento. Qui il suono si fa colore, eleganza e movimento continuo: il flauto dispiega tutta la propria duttilità timbrica in una scrittura ricca di sfumature, virtuosismi e libertà espressive. La linea melodica sembra trasformarsi continuamente, sospesa tra trasparenza impressionistica e brillante fantasia sonora.
Tra la tensione espressiva del Settecento, le architetture del Novecento e la ricerca di nuove sfumature timbriche, Il Respiro del Tempo racconta il flauto come strumento in continua metamorfosi: una voce che attraversa epoche diverse senza mai smettere di reinventare il proprio suono.
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CARL PHILIPP EMANUEL BACH (1714-1788)
Concerto in Re minore per flauto e orchestra
Allegro
Un poco andante
Allegro di molto
Jingyi He, flauto
Bruno Volpato, pianoforte
PAUL HINDEMITH (1895-1963)
Sonata 1936 per flauto e pianoforte
Heiter bewegt
Sehr langsam
Sehr lebhaft
Marsch
Meinan Chen, flauto
Bruno Volpato, pianoforte
BOHUSLAV MARTINŮ (1890-1959)
First sonata per flauto e pianoforte
Allegro moderato
Adagio
Allegro poco moderato
Giulia Gorgati, flauto
Bruno Volpato, pianoforte
PHILIPPE GAUBERT (1879-1941)
Fantaisie per flauto e pianoforte
Laura Zanardi, flauto
Bruno Volpato, pianoforte
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Nati con l’obiettivo di offrire ai giovani musicisti una formazione avanzata e continuativa, i corsi si configurano come uno spazio di studio, ricerca interpretativa e crescita artistica che mette in relazione l’approfondimento tecnico con l’esperienza concreta della pratica concertistica.
A differenza delle tradizionali masterclass intensive, il percorso annuale permette agli studenti di sviluppare nel tempo un lavoro più profondo e consapevole sul repertorio, sulla costruzione del suono e sull’identità interpretativa personale. L’attività si articola attraverso lezioni individuali e collettive e occasioni di esibizione pubblica, creando un ambiente formativo dinamico in cui studio e palcoscenico dialogano insieme.
Uno degli aspetti centrali del progetto è infatti il rapporto diretto tra formazione e dimensione performativa. I giovani musicisti non vivono il concerto come momento separato dal percorso di studio, ma come parte integrante della propria crescita artistica: l’esperienza del palco diventa occasione di confronto, maturazione interpretativa e costruzione di una consapevolezza musicale più ampia.
Particolare attenzione viene dedicata anche alla varietà stilistica del repertorio affrontato. I corsi incoraggiano infatti un approccio aperto e trasversale alla musica, capace di mettere in relazione epoche, scuole interpretative e scritture differenti. Il lavoro sul repertorio non si concentra esclusivamente sugli aspetti tecnici, ma approfondisce il contesto storico, il linguaggio compositivo, la ricerca timbrica e la consapevolezza espressiva, aiutando gli studenti a sviluppare una lettura musicale personale e matura.
Nel caso del flauto, questo percorso assume un significato particolarmente evidente. La letteratura flautistica richiede infatti una continua capacità di trasformazione sonora e stilistica: dal controllo della linea classica alla flessibilità timbrica del Novecento, dalla trasparenza del fraseggio alla complessità ritmica e dinamica delle scritture moderne. Affrontare repertori così diversi significa sviluppare non soltanto una solida preparazione tecnica, ma anche una sensibilità interpretativa capace di adattarsi a estetiche e linguaggi molto lontani tra loro.
I giovani interpreti protagonisti di questo concerto incarnano proprio questa dimensione del percorso formativo: musicisti in crescita che, attraverso il lavoro annuale di perfezionamento, costruiscono progressivamente una propria identità artistica, confrontandosi con repertori complessi e con una pratica musicale vissuta come esperienza di ricerca, ascolto e continua trasformazione.
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60 SECONDI per scoprire chi siamo
Video sulle attività dell'Associazione Ensemble Serenissima
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