Aspettando il XXX FVG International Music Meeting
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Musica come memoria, dialogo, responsabilità
 
Concerto per la Giornata della Memoria

  

 VENERDÌ 30 GENNAIO 2026, ore 20.45
Auditorium Burovich - Sesto al Reghena (PN)
 
ENSEMBLE TARTINI
Pietro Milella, oboe - Davide Teodoro, clarinetto -
Andrea Caretta, corno - Sergio Lazzeri, fagotto -
Reana De Luca, pianoforte

 

Nel dialogo delle voci, la musica custodisce la memoria 
e invita all’ascolto, al confronto, alla responsabilità.
 
 
La Giornata della Memoria non è soltanto un esercizio del ricordo, ma un atto di ascolto profondo. Ascolto della storia, delle fratture che l’hanno attraversata, delle responsabilità che continuano a interrogarci nel presente. In questo concerto, la musica si fa spazio di riflessione condivisa: non semplice commento emotivo, ma linguaggio capace di dare forma al silenzio, di trasformare l’assenza in consapevolezza.
Il programma proposto dall'Ensemble Tartini mette in relazione due capolavori del classicismo viennese, il Quintetto in Mi bemolle maggiore di Wolfgang Amadeus Mozart e quello, nella stessa tonalità, di Ludwig van Beethoven. Due opere nate a pochi anni di distanza, accomunate dall’organico e dalla tonalità, ma profondamente diverse per visione espressiva. Il loro accostamento crea un dialogo che, nel contesto della Giornata della Memoria, assume un valore simbolico forte: da un lato l’equilibrio, la chiarezza e la fiducia nella forma, dall’altro la tensione, il contrasto, l’urgenza di superare i confini del linguaggio ricevuto.
 
L'Ensemble Tartini riunisce cinque musicisti di solida esperienza artistica e didattica, tutti docenti del Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste: Pietro Milella all’oboe, Davide Teodoro al clarinetto, Andrea Caretta al corno, Sergio Lazzeri al fagotto e Reana De Luca al pianoforte. La formazione nasce dalla volontà di valorizzare il grande repertorio per pianoforte e fiati, uno dei più raffinati della musica da camera, capace di coniugare ricchezza timbrica e profondità strutturale.
I componenti dell’ensemble sono attivi da decenni sulla scena concertistica nazionale e internazionale, con collaborazioni con orchestre e istituzioni europee, partecipazioni a festival, registrazioni radiofoniche e discografiche e un’intensa attività dedicata anche alla musica contemporanea. si caratterizza per un approccio interpretativo fondato sulla cura del dettaglio, sull’ascolto reciproco e su una visione musicale condivisa, capace di valorizzare appieno l’eleganza, la forza comunicativa e la sorprendente attualità del repertorio per pianoforte e fiati.
 
La formazione con pianoforte, oboe, clarinetto, corno e fagotto nasce nella Vienna degli anni Ottanta del Settecento ed è pensata come una vera conversazione musicale. Non esiste un solista dominante, ma un equilibrio dinamico tra le parti. Il pianoforte svolge una funzione di sostegno e di mediazione, mentre i fiati offrono colori distinti e complementari, intrecciandosi in un discorso comune che vive di relazioni, risposte e risonanze.
Nel Quintetto in Mi bemolle maggiore K.452 di Mozart il dialogo strumentale raggiunge una forma di equilibrio quasi ideale. Il primo movimento si apre con naturalezza e trasparenza, lasciando che i temi circolino liberamente tra gli strumenti in un clima di chiarezza e misura. Il Larghetto crea un’atmosfera sospesa, di intima serenità, costruita su frasi ampie e perfettamente proporzionate, mentre il finale, leggero e ingegnoso, chiude l’opera con un senso di armonia condivisa. In questa musica sembra affermarsi la possibilità dell’accordo, della convivenza delle differenze, di un ordine  fondato sull’ascolto reciproco.
Nel Quintetto in Mi bemolle maggiore op.16 di Beethoven, scritto pochi anni dopo, lo stesso modello formale viene spinto oltre. L’introduzione grave apre uno spazio di tensione quasi teatrale, che prepara un Allegro più contrastato e inquieto. L’Andante cantabile approfondisce una dimensione più intensa e umana, mentre il Rondò finale sprigiona energia e vitalità, affidandosi a un virtuosismo collettivo che guarda decisamente al futuro. Qui il dialogo si fa confronto, la forma si carica di peso espressivo e l’equilibrio lascia spazio alla ricerca e al cambiamento.
 
 
Un percorso musicale tra l’equilibrio formale di Mozart e la tensione espressiva di Beethoven come spazio di riflessione condivisa che interroga il nostro presente. 

 

 
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WOLFGANG AMADEUS MOZART (1756–1791)
Quintetto per pianoforte, oboe, clarinetto, corno e fagotto in Mi bemolle maggiore K.452
Allegro moderato
Larghetto
Allegretto
 
 
LUDWIG VAN BEETHOVEN (1770–1827)
Quintetto per pianoforte, oboe, clarinetto, corno e fagotto in Mi bemolle maggiore op.16
Grave - Allegro ma non troppo
Andante cantabile
Rondò: Allegro ma non troppo

 

ENSEMBLE TARTINI
L’Ensemble Tartini riunisce cinque musicisti di lunga esperienza – Reana De Luca, Pietro Milella, Davide Teodoro, Andrea Caretta e Sergio Lazzeri – tutti docenti del Conservatorio “G. Tartini” di Trieste e attivi da decenni nella scena concertistica nazionale e internazionale. La formazione nasce dalla volontà di proporre i grandi capolavori per pianoforte e fiati, un repertorio di rara raffinatezza timbrica, valorizzato dalle competenze maturate dai suoi componenti in ambito solistico, cameristico, sinfonico e didattico.
I musicisti dell’ensemble hanno collaborato con orchestre e istituzioni europee di prestigio, partecipato ai principali festival internazionali e realizzato registrazioni per RAI, BBC, RTBF, RTV Slovena e per etichette come Dynamic, Stradivarius, Brilliant Classics, Albany, Arts, Giulia e Black Box. Premi in concorsi, prime esecuzioni, tournée in Europa, Africa, Sudamerica e Asia, nonché un’intensa attività dedicata alla musica contemporanea, testimoniano la solidità artistica e la versatilità del gruppo.Il repertorio dell’Ensemble Tartini comprende i Quintetti per pianoforte e fiati di W. A. Mozart K. 452 e L. van Beethoven op. 16, capolavori assoluti del classicismo, accanto a progetti che esplorano la produzione strumentale italiana dall’Ottocento ai giorni nostri, includendo trascrizioni d’autore, pagine cameristiche rare e percorsi dedicati alla musica contemporanea.
L’Ensemble Tartini si caratterizza per un approccio interpretativo fondato sulla cura del dettaglio, sull’ascolto reciproco e su una visione musicale condivisa, capace di valorizzare appieno l’eleganza, la forza comunicativa e la sorprendente attualità del repertorio per pianoforte e fiati.

 

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