Nel percorso curatoriale generativo che caratterizza questa edizione del Meeting, dopo la dimensione intima evocata in "Il respiro del suono", la rassegna si apre a nuovi orizzonti timbrici. Con "Paesaggi e orizzonti sonori" il pianoforte e le percussioni diventano strumenti di esplorazione dello spazio sonoro, dove memoria della tradizione e linguaggi contemporanei si incontrano ampliando le prospettive dell’ascolto.

 

Quarto Concerto
GIOVEDÍ 17 APRILE 2026
Palazzo Ragazzoni, Sacile
ore 20.45  
 
 
INGRESSO LIBERO
 
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«Paesaggi e orizzonti sonori»
 
LEONARDO VACCARI, pianoforte
 
GIULIANO CAPOSENO, percussioni
 
 
 
"Dalle suggestioni della tastiera alle risonanze delle percussioni, il suono
si apre tra memorie della tradizione e nuovi orizzonti della contemporaneità"
 
Il programma disegna un arco che attraversa epoche e linguaggi diversi, dal repertorio storico della tastiera fino alle sperimentazioni della musica contemporanea. Pianoforte e percussioni diventano così strumenti di esplorazione di paesaggi sonori differenti, tra memoria della tradizione, ricerca timbrica e nuove prospettive espressive.
 
 
La prima parte del concerto è affidata al pianista Leonardo Vaccari, musicista formatosi al Conservatorio di Vicenza e protagonista di un’intensa attività concertistica che lo ha portato a esibirsi in sedi prestigiose come la Carnegie Hall di New York, il Teatro La Fenice di Venezia e il Teatro Olimpico di Vicenza. Alla pratica pianistica affianca un vivo interesse per il repertorio contemporaneo e per progetti di ricerca interdisciplinare.
La seconda parte vede protagonista il percussionista Giuliano Caposeno, diplomato con lode in Strumenti a percussione e attivo in numerose collaborazioni orchestrali e cameristiche in Italia e all’estero. Alla sua attività concertistica affianca una particolare attenzione alla musica contemporanea e alla dimensione performativa delle percussioni.
 
 
Il programma
La prima parte si apre con due pagine tratte dalla monumentale Suite Iberia di Isaac Albéniz, uno dei vertici del pianismo del primo Novecento. In El Albaicín e Jerez il compositore spagnolo trasfigura in musica le atmosfere e i colori della tradizione andalusa, dando vita a una scrittura pianistica di straordinaria ricchezza timbrica e virtuosistica. Tra questi due quadri si inseriscono le Sonate K.17 e K.175 di Domenico Scarlatti, brillanti esempi della scrittura tastieristica settecentesca, pagine concise ma ricche di energia ritmica e invenzioni armoniche.
La seconda parte propone tre lavori che esplorano le possibilità espressive delle percussioni in dialogo con la tecnologia. In Subscrive, Like, Cringe and Follow di Casey Cangelosi, la batteria si inserisce in una dimensione performativa che riflette il linguaggio dei media digitali, trasformando gesto, ritmo ed elettronica in un flusso sonoro dinamico e teatrale. Con Cold tingle of infinity di Kieran Brunt, il vibrafono si apre a una dimensione più sospesa e contemplativa, in cui l’elettronica amplifica e dilata il suono, creando atmosfere rarefatte e immersive. Chiude il programma A cool gadget for tambourine di Casey Cangelosi, in cui il tamburello diventa protagonista di una scrittura sperimentale e virtuosistica, dove gesto performativo ed elettronica espandono le possibilità timbriche dello strumento in una dimensione di forte impatto scenico.
Il concerto si delinea così come un itinerario tra paesaggi musicali e nuovi orizzonti sonori, nel quale il dialogo tra epoche, linguaggi e strumenti diversi invita l’ascoltatore a percorrere un ampio spettro di forme e colori del suono.
 
 
Tra la memoria della tastiera storica e le nuove frontiere timbriche delle percussioni, il concerto apre lo sguardo su un paesaggio sonoro in continua trasformazione.

 

Pianista formatosi al Conservatorio A.Pedrollo di Vicenza, da diversi anni Leonardo Vaccari coniuga un’intensa attività concertistica con la ricerca in ambito filosofico. Da interprete, si è esibito in palcoscenici prestigiosi come la Carnegie Hall di New York, il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro Olimpico di Vicenza, il Teatro Zancanaro di Sacile, Piano City Napoli etc. Parallelamente all’attività solistica e cameristica, è impegnato come tastierista de I Notturni, gruppo nato in omaggio a Fabrizio De André, con cui è stato in tournée nei teatri di tutta Italia. Dedito anche al repertorio contemporaneo e jazzistico, ha all’attivo collaborazioni con la SIMC e la startup vicentina Bacàn. Alla ricerca musicale affianca un percorso accademico in filosofia: nel 2024 consegue il master in consulenza filosofica presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, realizzando insieme a Giovanna Michieletto un innovativo progetto di filosofia pratica presso il Conservatorio di Vicenza. Nello stesso anno svolge un soggiorno di ricerca presso l’École Normale Supérieure di Parigi, sotto la supervisione del filosofo Dominique Pradelle. Nel 2025 completa gli studi magistrali in Scienze Filosofiche a Ca’ Foscari, discutendo una tesi di fenomenologia della musica che presenta al colloque internazionale Espace sonore et temps musical, organizzato dalla Sorbona. Attualmente sta ultimando il corso di perfezionamento pianistico con E.Pace presso l’Accademia di Musica di Pinerolo.
 
Diplomato con il massimo dei voti e la lode in Strumenti a percussione, Giuliano Caposeno si è perfezionato nello studio delle percussioni orchestrali sotto la guida del M° Rocco Bitondo, affiancando a questo percorso il biennio di Musica da camera con il M° Vito Dicorato. Nel corso della sua formazione ha partecipato a numerose masterclass con docenti di rilievo nazionale e internazionale, tra cui G.Cappelletto, W.Welzel, R.Bitondo e F.Lattanzi. Svolge un’intensa attività concertistica, esibendosi regolarmente in Italia e all’estero e collaborando con diverse realtà orchestrali e cameristiche. Tra le esperienze più significative si segnalano, nella stagione 2019/2020, l’impegno come primo percussionista in una tournée internazionale di 56 giorni in Cina con l’Orchestra Filarmonica dei Navigli di Milano e, nel 2021, il debutto come solista con il Concerto n.1 per marimba e orchestra di Ney Rosauro, nell’ambito della XXV edizione della stagione concertistica Musica nelle Corti di Capitanata. Nel 2023 è risultato idoneo all’Orchestra Nazionale dei Conservatori Italiani (ONCI). Nel 2024 ha preso parte a diverse stagioni cameristiche con l’ensemble Eidos Percussion e, nel 2025, a produzioni orchestrali in Bulgaria con l’Orchestra dell’Opera di Plovdiv. Collabora stabilmente con l’Orchestra ICO Suoni del Sud e con l’Orchestra Giovanile Apulia Sinfonietta ed è fondatore del quartetto Eidos Percussion, con il quale svolge regolare attività concertistica in stagioni cameristiche nazionali e internazionali.

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