Nel percorso curatoriale generativo che caratterizza questa edizione del Meeting, "Dolore e follia" si colloca in naturale continuità con "Trame romantiche". Dopo aver tracciato alcune delle principali linee espressive del Romanticismo europeo, la rassegna si addentra ora nelle sue zone più interiori e tormentate. Nei quartetti per pianoforte di Schumann e Brahms il dolore e l’inquietudine diventano materia musicale, rivelando il volto più drammatico e visionario dell’anima romantica.

 

Secondo Concerto
MERCOLEDÍ 1 APRILE 2026
Palazzo Ragazzoni, Sacile
ore 20.45
 
INGRESSO LIBERO
 
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«Dolore e follia»
 
QUARTETTO CINO GHEDIN
Filippo Bogdanovic, violino - Myriam Traverso, viola -
Mattia Geracitano, violoncello - Laura Licinio, pianoforte
 
 
 
"Un viaggio musicale nelle pieghe più intense dell’animo romantico, dove
la musica trasforma dolore, passione e inquietudine in pura forza espressiva"
 
Con il titolo Dolore e follia, il concerto accosta due capolavori della musica da camera romantica accomunati da una profonda intensità emotiva e da un forte legame con la dimensione interiore dei loro autori. Nei quartetti per pianoforte di Robert Schumann e Johannes Brahms, la scrittura cameristica diventa lo spazio in cui passioni, inquietudini e conflitti interiori prendono forma musicale, trasformandosi in un linguaggio di grande tensione espressiva.
 
 
A interpretare questo programma è il Quartetto Cino Ghedin, giovane formazione nata presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, dove i musicisti frequentano il corso di alto perfezionamento di musica da camera sotto la guida di Ivan Rabaglia. Il quartetto prosegue inoltre il proprio percorso artistico presso l’Accademia Stauffer di Cremona con Bruno Giuranna. Fin dai primi anni di attività l’ensemble si è distinto in concorsi e rassegne concertistiche, affermandosi come una delle promettenti realtà cameristiche della nuova generazione.
 
 
Il programma
Il concerto si apre con il Quartetto per pianoforte in mi bemolle maggiore op. 47 di Robert Schumann, composto nel 1842, anno particolarmente fecondo per la musica da camera del compositore. Dopo un’introduzione Sostenuto assai che prepara l’ingresso dell’Allegro, il discorso musicale si sviluppa in un dialogo vivace tra gli strumenti, ricco di slancio e fantasia. Lo Scherzo, agile e brillante, alterna leggerezza ritmica e rapidi contrasti, mentre l’Andante cantabile rappresenta uno dei momenti più lirici dell’opera, con una melodia intensa e raccolta. Il Finale Vivace riporta la musica a un clima di energia e vitalità, in un intreccio strumentale dinamico e ricco di invenzione.
Più cupo e drammatico è il Quartetto per pianoforte n. 3 in do minore op. 60 di Johannes Brahms, opera maturata nel corso di molti anni e profondamente segnata da tensioni interiori. Talvolta associato al Werther di Goethe, il quartetto esprime un sentimento di inquietudine e passione trattenuta che attraversa l’intera partitura. Il primo movimento, Allegro non troppo, si sviluppa in un clima teso e appassionato; lo Scherzo, incisivo e inquieto, intensifica questa tensione, mentre l’Andante introduce una dimensione più lirica e contemplativa. Nel Finale, Brahms costruisce un discorso musicale solido e concentrato, nel quale la sofferenza si trasforma progressivamente in energia espressiva.
Tra l’intensa cantabilità di Schumann e la tensione drammatica di Brahms, il concerto attraversa alcune delle zone più profonde e inquiete del Romanticismo europeo, dove il dialogo cameristico diventa spazio privilegiato per trasformare il tormento interiore in potente materia musicale.
 
 
Due capolavori cameristici che aprono uno sguardo intenso sulle profondità emotive del Romanticismo

 

Il Quartetto Cino Ghedin, formato da Filippo Bogdanovic al violino, Myriam Traverso alla viola, Mattia Geracitano al violoncello e Laura Licinio al pianoforte, si costituisce nel novembre 2024 presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, dove frequenta il corso di alto perfezionamento di Musica da Camera con il M° Ivan Rabaglia (violinista del Trio di Parma). Parallelamente prosegue la propria formazione con il M° Bruno Giuranna presso l’Accademia Stauffer di Cremona e partecipa a masterclass tenute dal M° Enrico Pace.
Il nome del Quartetto rende omaggio al M° Alfonso Ghedin, figura di rilievo del panorama musicale italiano del Novecento e profondamente legata all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Il Quartetto debutta nel gennaio 2025 all’Auditorium Parco della Musica di Roma con il Quartetto n.2 op.87 di Dvořák e successivamente si esibisce in diverse città italiane per importanti associazioni e festival, tra cui Enrico Caruso di Napoli, Amici del Teatro Carlo Felice e del Conservatorio Niccolò Paganini di Genova, OPA in City, Filarmonica Città di Chiavari e Martedì in MUSA dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Vincitore di numerosi concorsi, tra cui Città di Cervignano e Perusia Harmonica, nell’estate 2025 ottiene il primo premio assoluto con il massimo del punteggio al Fanny Mendelssohn International Competition. Il Quartetto è stato inoltre selezionato per prestigiosi corsi e masterclass, tra cui la Chigiana International Summer Academy 2025 con il M° Bruno Giuranna, dove ha ricevuto una borsa di studio per merito e qualità artistica, e la Fondazione Musicale Santa Cecilia di Portogruaro con il Trio di Parma.
Nell’ottobre 2025 è stato scelto dalla Fondazione Accademia Musicale Chigiana di Siena per partecipare al progetto Giovani Talenti Musicali Italiani nel Mondo, promosso in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con il CIDIM – Comitato Nazionale Italiano Musica.

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