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Nel percorso curatoriale generativo che caratterizza la nuova edizione del Meeting, questo appuntamento si pone in continuità con il concerto “Ai confini dell’ignoto”, dedicato all’esplorazione delle dimensioni più introspettive e visionarie del pianoforte. Il programma riprende idealmente quel punto di partenza riaprendo il discorso con Beethoven nella dimensione cameristica. Dalla riflessione sui confini del linguaggio pianistico si apre così la stagione della piena fioritura romantica, in cui quel pensiero musicale si espande in nuove forme e colori espressivi.
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Primo Concerto
VENERDÌ 27 MARZO 2026
Palazzo Ragazzoni, Sacile
ore 20.45
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INGRESSO LIBERO
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«Trame romantiche»
EDOARDO CANDOTTI, violino - FILIPPO ALBERTO ROSSO, pianoforte
ALBERTO SCHIFFO, pianoforte
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“Un itinerario musicale che dal dialogo cameristico approda al lirismo
del pianoforte solo, tra le molte sfumature del Romanticismo europeo.”
Come fili intrecciati in un tessuto sonoro, le opere in programma disegnano diverse trame del Romanticismo europeo, tra dialogo cameristico, lirismo pianistico e virtuosismo strumentale. Il programma muove dalle radici classiche di Beethoven per attraversare alcune tra le più significative espressioni del linguaggio romantico, fino alle sue più mature declinazioni poetiche e virtuosistiche.
Ad interpretare questo itinerario musicale sono giovani musicisti già attivi nel panorama concertistico. Il violinista Edoardo Candotti, formatosi al Conservatorio “J.Tomadini” di Udine e perfezionatosi con Franco Mezzena, si è distinto in numerosi concorsi nazionali e internazionali esibendosi come solista e camerista in Italia e all’estero. Accanto a lui il pianista Filippo Alberto Rosso, allievo del Conservatorio “G.Tartini” di Trieste e dell’Accademia del Ridotto di Stradella, vincitore di numerosi concorsi e beneficiario nel 2024 della borsa di studio della Williamson Foundation for Music negli Stati Uniti.
La seconda parte della serata è affidata al pianista Alberto Schiffo, diplomato con lode e menzione al Conservatorio “C. Pollini” di Padova sotto la guida di Alexander Taverna, vincitore di importanti concorsi pianistici e attivo sia come solista sia in ambito cameristico.
Il programma
La prima parte si apre con la Sonata in mi bemolle maggiore op. 12 n. 3 di Ludwig van Beethoven, una delle tre sonate pubblicate nel 1798 e dedicate ad Antonio Salieri. In queste pagine giovanili Beethoven rinnova profondamente il rapporto tra violino e pianoforte, che dialogano con crescente autonomia espressiva alternando slancio brillante, cantabilità lirica e vivacità ritmica.
Segue il primo movimento della Sonata n. 1 in la minore op. 105 di Robert Schumann, composta nel 1851. L’indicazione iniziale Mit leidenschaftlichem Ausdruck (“con espressione appassionata”) riassume la tensione emotiva di questa pagina, in cui il dialogo tra violino e pianoforte si sviluppa in un discorso musicale intenso e ricco di contrasti.
A offrire una parentesi di elegante lirismo è la Romanza Andaluza op. 22 n. 1 di Pablo de Sarasate, brano che unisce la cantabilità romantica al colore della tradizione spagnola, affidando al violino una linea melodica seducente impreziosita da raffinati passaggi virtuosistici.
La seconda parte della serata è dedicata al pianoforte solo con la Sonata in mi minore op. 7 di Edvard Grieg, composta nel 1865. In quest’opera giovanile emergono già i tratti distintivi dello stile del compositore norvegese: un intenso lirismo, una scrittura pianistica brillante e una sensibilità armonica che lascia affiorare suggestioni della musica popolare nordica.
Il concerto si conclude con la Barcarola op. 60 di Fryderyk Chopin, una delle pagine più poetiche della sua produzione tarda. Ispirata al ritmo ondeggiante delle canzoni veneziane dei gondolieri, la Barcarola trasforma il semplice moto oscillante in un ampio paesaggio sonoro, nel quale il pianoforte diventa strumento di pura cantabilità e raffinata libertà espressiva.
Nel loro insieme, le opere in programma delineano un affascinante quadro del Romanticismo musicale europeo, in cui il dialogo cameristico e il lirismo pianistico rivelano la ricchezza di forme, colori e tensioni espressive di questo straordinario periodo della storia della musica.
Tra il dialogo luminoso di Beethoven, l’inquieta passione di Schumann, l’elegante virtuosismo di Sarasate e il lirismo pianistico di Grieg e Chopin, il concerto disegna un affresco sonoro del Romanticismo europeo, dalle sue radici classiche alle più intime risonanze poetiche.
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