XXX FVG International Music Meeting
 
"Giovani Promesse" trova il suo naturale contrappunto in "Grandi Maestri in concerto". Da una parte le nuove generazioni, con il loro talento in formazione; dall’altra i docenti delle masterclass, interpreti di prestigio internazionale. Due prospettive diverse, unite dallo stesso gesto: fare della musica un’esperienza che si trasmette, si rinnova e continua a generare futuro.
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Grandi Maestri in concerto

  

 MERCOLEDÌ 22 LUGLIO, ore 20.45
Ex Chiesa di San Gregorio - Sacile (PN)
 
MATTEO RONCHINI, violoncello
NICOLA GUIDETTI, flauto - BRUNO VOLPATO, pianoforte
SELENA COLOMBERA, soprano - ILARIA TORRESAN, pianoforte
GERGELY JÀRDÀNYI, contrabbasso - GIORGIO PAOLO NICITA, pianoforte

 

Dal raccoglimento della voce sola al dialogo tra strumenti, il concerto attraversa epoche e sensibilità diverse, affidando alla musica il racconto dell’esperienza, della ricerca e della trasmissione.
 
 
Grandi Maestri in concerto rappresenta il naturale contrappunto alla rassegna Giovani Promesse. Se nei concerti matinée, pomeridiani e serali emergono le energie delle nuove generazioni, questa serata riunisce sul palcoscenico i docenti delle masterclass della residenza estiva Sacile Estate Musicale: interpreti che alla pratica concertistica affiancano il gesto quotidiano dell’ascolto, della guida e della condivisione.
Il concerto diventa così il punto in cui esperienza e futuro si incontrano. Non una semplice successione di esibizioni, ma un itinerario attraverso strumenti, repertori e identità artistiche differenti, capaci di comporre un unico paesaggio sonoro. Il violoncello, il flauto, il pianoforte, la voce e il contrabbasso aprono spazi espressivi ora intimi, ora luminosi, ora profondi, restituendo alla musica la sua natura più viva: quella di un sapere che passa da una generazione all’altra senza mai rimanere immobile.
 
 
Protagonisti della serata sono Matteo Ronchini al violoncello, Nicola Guidetti al flauto con Bruno Volpato al pianoforte, il soprano Selena Colombera con Ilaria Torresan al pianoforte e Gergely Járdányi al contrabbasso con Giorgio Paolo Nicita al pianoforte.
Personalità, formazioni ed esperienze diverse si incontrano in un concerto che restituisce la varietà delle masterclass e la ricchezza della residenza musicale. Ogni interprete porta sul palco il proprio suono e il proprio modo di abitare la musica, dando vita a una serata costruita sul contrasto e sulla continuità: dalla densità delle corde gravi alla leggerezza del flauto, dalla forza evocativa della voce alla capacità del pianoforte di sostenere, ampliare e trasformare il discorso musicale.
 
 
Il percorso affidato a Matteo Ronchini conduce alle radici della scrittura per violoncello solo. I Ricercari n. 6 e n. 7 di Domenico Gabrielli appartengono a una stagione fondamentale per l’emancipazione dello strumento, che abbandona progressivamente il semplice ruolo di sostegno per conquistare una propria voce autonoma. La scrittura procede come un’esplorazione: le frasi si cercano, si interrogano e si sviluppano nello spazio raccolto di un unico timbro, trasformando il violoncello in un luogo di pensiero.
Con la Suite n. 5 in do minore BWV 1011 di Johann Sebastian Bach, questa ricerca acquista una profondità ancora diversa. La danza conserva la propria struttura, ma sembra allontanarsi dal gesto esteriore per diventare meditazione. Il violoncello costruisce architetture invisibili, evoca più voci attraverso una sola linea e attraversa zone di ombra, tensione e sospensione. Ogni movimento nasce da un equilibrio sottile tra rigore e libertà, tra la forma antica e una dimensione espressiva che continua a parlare al presente.
Il flauto di Nicola Guidetti, accompagnato al pianoforte da Bruno Volpato, conduce invece nel mondo rarefatto del Poem di Charles Tomlinson Griffes. Qui il suono sembra emergere da una distanza indefinita, sospeso tra impressione, memoria e immaginazione. La linea del flauto si distende, si accende e si ritrae, mentre il pianoforte ne amplifica le risonanze e ne modifica continuamente la luce. Più che raccontare una vicenda, la musica suggerisce atmosfere: un paesaggio interiore fatto di chiarori improvvisi, inquietudini e fragili apparizioni.
Il contrabbasso di Gergely Járdányi accompagnato al pianoforte da Giorgio Paolo Nicita, completa l’itinerario rivelando la sorprendente ricchezza espressiva di uno strumento spesso affidato alle fondamenta dell’insieme. In Nel cor più non mi sento, tema e variazioni su un’aria di Giovanni Paisiello, Giovanni Bottesini trasforma la celebre melodia in una pagina brillante e virtuosistica, nella quale il contrabbasso acquista agilità, slancio e leggerezza quasi vocale.
Con Melodia di Pál Járdányi, il suono si raccoglie invece in una dimensione più intima e cantabile. La linea solistica procede con semplicità e intensità, lasciando emergere il timbro profondo dello strumento e la sua capacità di farsi voce lirica, sospesa tra memoria e contemplazione.
Con la soprano Selena Colombera, accompagnato al pianoforte da Ilaria Torresan, il programma si apre alla parola e alla dimensione notturna del canto. Invocazione, tratta dall’Imitazione di Cristo di Enrico Olivieri Sangiacomo, introduce un raccoglimento intenso, nel quale la voce assume il carattere di una preghiera intima. In Notte di Ottorino Respighi, il paesaggio esteriore si trasforma in spazio dell’anima, sospeso tra silenzio, contemplazione e desiderio.
La notte ritorna in Nuit d’étoiles di Claude Debussy, avvolta da una luce più lieve e impalpabile: voce e pianoforte evocano un cielo attraversato dalla memoria e da una malinconia delicata, già proiettata verso le raffinate atmosfere della musica francese del Novecento. Con Sure on This Shining Night di Samuel Barber, il percorso approda infine a una luminosità quieta e distesa, nella quale il canto sembra abbracciare il paesaggio e trovare, nella bellezza della notte, una forma di serenità.
 
 
   
Il concerto disegna così una piccola geografia dell’ascolto. Le diverse prospettive non vengono uniformate, ma lasciate dialogare: ogni strumento conserva il proprio carattere e, proprio attraverso questa differenza, contribuisce alla costruzione di un racconto comune.

 

 
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 DOMENICO GABRIELLI (1650-1690)
dai Sette Ricercar per violoncello solo
Ricercar sesto
Ricercar settimo
JOHANN SEBASTIAN BACH (1685-1750)
Suite n.5 in do minore BWV1011 per violoncello solo
Prelude
Allemande
Courante
Sarabande
Gavotte 1
Gavotte 2
Gigue
Matteo Ronchini, violoncello
 
 
 
CHARLES GRIFFES (1884-1920)
Poem for Flute and Orchestra, A.93
Nicola Guidetti, flauto - Bruno Volpato, pianoforte
 
 
 
 GIOVANNI BOTTESINI (1821-1898)
"Nel cor più non mi sento", tema e variazioni su un'aria di G.Paisello
PÁL JÁRDÁNYI (1920-1966)
Melodia
Gergelyi Jàrdànyi, contrabbasso  - Giorgio Paolo Nicita, pianoforte
 
 
 
ELSA OLIVIERI SANGIACOMO (1894-1996)
da l'Imitazione di Cristo
L'Invocazione!
OTTORINO RESPIGHI (1879-1936)
Notte
CLAUDE DEBUSSY (1862-1918)
Nuit d'étoile
SAMUEL BARBER (1910-1981)
Sure on this shining night
Selena Colombera, soprano - Ilaria Torresan, pianoforte
 
 

 

 

 

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