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SABATO 13 NOVEMBRE 2010    ore 20.45

TEATRO ZANCANARO - SACILE (PN)

  

 CONCERTO D’APERTURA DEL NUOVO ANNO ACCADEMICO

Coro Accademico e Orchestra degli Studenti

del Conservatorio G.Tartini di Trieste

 

      DIRETTORE

      FABIO PIRONA

      PIANISTA

      ANTILENA NICOLIZAS

      MEZZO SOPRANO

      MARGARITA SWARCZEWSKAJA

 

     W.A.MOZART (1756-1791)

       Die Zauberflote KV 620 

               Ouverture

       Concerto per pianoforte e orchestra KV 466 in re minore

               Allegro

               Romanza

               Allegro assai

       ANTILENA NICOLIZAS, pianoforte 

 

 

     F.MENDELSSOHN BARTHOLDY (1809-1847)

       Hymne op.96

       per mezzo soprano, coro e orchestra

 

      MARGARITA SWARCZEWSKAJA, mezzo soprano 

 

 

     J.SIBELIUS (1865-1957)

      Spring song (Canto di primavera) op.16

      Finlandia op.26

 

 

 

 

CORO ACCADEMICO DEL CONSERVATORIO G.TARTINI di Trieste

Maestri del coro: Walter Lo Nigro e Adriano Martinolli

 

ORCHESTRA DEGLI STUDENTI DEL CONSERVATORIO G.TARTINI di Trieste

FABIO PIRONA, direttore

 

 

FABIO PIRONA,  ha studiato nei Conservatori G.Tartini di Trieste, B.Marcello di Venezia, all'Accademia di  S.Cecilia  a  Roma  e all'Accademia  Chigiana  di  Siena.   Ha  svolto  attività  come    Collaboratore (Direttore  Musicale  di  palcoscenico)  nei  Teatri:  La  Fenice  di  Venezia,  La  Scala di Milano, Le Grand Teathre di Ginevra, l'Arena di Verona. E' stato assistente ai direttori G.Gavazzeni, E.Inbal, G.Khun e B.Campanella. Come direttore d'orchestra ha diretto nei maggiori teatri esteri (fra i molti quelli di Melbourne, Budapest, Mosca, Sofia, Cluj, Lima, Perù, Buenos Aires...) e italiani (Torino, Genova, Venezia, Roma, Bergamo, Pesaro, Cosenza, Bari, Lecce...) Inoltre ha diretto l'Orchestra della Radio Televisione Olandese a Hilversum, quella Ungherese a Budapest e quella Albanese, l’Orchestra Sinfonica di Dusseldorf, la Royal Sinfony a Muscat in Oman, l’Orchestra Sinfonica di Stato Ungherese e Russa, la Philarmonia Mediterranea, l'Orchestra Haydn di Bolzano, la Filarmonia Veneta, le Orchestre da Camera di Padova, di Venezia e di Mantova, le Orchestre Sinfoniche del Friuli Venezia Giulia, Abruzzese, Marchigiana e della Provincia di Lecce. Ha collaborato con famosi solisti (I.Oistrak, M.Tipo, S.Gazzelloni, M.Brunello, E.Sollima…) e cantanti (R.Bruson, K.Ricciarelli, L.Valentini Terrani, G.di Stefano, J.Carreras...). Ha inciso per le case discografiche  FonitCetra,  KiccoMusic, con l'Hugaroton ha registrato 15 CD con opere Teatrali e Sacre, in prima esecuzione moderna, di B.Galuppi, e con la Cpo ha registrato musiche Sacre di D.Cimarosa. Ha tenuto corsi di perfezionamento per cantanti lirici, in Italia, Ungheria, Australia, Albania. E' stato invitato a far parte della giuria in numerosi Concorsi Internazionali.

ANTILENA NICOLIZAS, nata a Trieste nel 1989, inizia lo studio del pianoforte all’età di 6 anni sotto la guida di R.Iugovaz. Nell’anno 2000 è ammessa al Conservatorio G.Tartini nella classe di L.Baldini e in seguito in quella di M.R.Verardi, con la quale prosegue attualmente gli studi. Per alcuni anni ha studiato anche composizione, frequentando le classi di F.Nieder e di L.Cori, esperienza questa che ha favorito una notevole maturazione delle sue qualità musicali. Ha partecipato a diversi concorsi internazionali conseguendo buoni risultati, tra cui il 1° Premio al Concorso Internazionale Premio Paolo Spincich nel 2005, ed ha inoltre frequentato numerose Masterclasses, tra cui quelle di A.Delle Vigne, R.Cominati, J.P.Armengaud, P.Bordoni, P.Camicia e tanti altri, ricevendo apprezzamenti e riconoscimenti. Nell’ambito del progetto Erasmus ha frequentato la Musikhochschule di Mannheim (Germania), e negli ultimi anni ha ampliato la sua esperienza artistica collaborando con teatri italiani di grande rilievo in progetti scenografici riguardanti diversi spettacoli.

MARGARITA SWARCZEWSKAJA, nata a Pärnu, in Estonia, inizia gli studi musicali all’età di 6 anni.  Nel 2002 si diploma presso l’Accademia Musicale estone a Tallinn in direzione di coro. Dal 2000 al 2006 insieme al complesso vocale estone di musica sacra Orthodox Singers, diretto da V.Petrov, partecipa come membro e solista a più di 400 concerti e rappresentazioni sceniche in Svezia, Norvegia, Danimarca, Germania, Polonia, Estonia, Finlanda, Russia, USA, Gran Bretagna, Irlanda, Francia e Libano. Nel 2006 si trasferisce a Trieste per studiare canto al Conservatorio G.Tartini con R.Susovsky: attualmente frequenta il secondo anno del Biennio Specialistico di secondo livello. Canta regolarmente concerti da camera e parti solistiche nel repertorio sinfonico corale in Italia, Slovenia e Germania. Ha collaborato come solista in ruoli di fianco nell’ultima stagione lirica 2009-2010 al teatro G.Verdi di Trieste. Inoltre dal 2007 dirige il coro Slavija di Udine.


 

 

 


 

 

Buon Compleanno Schumann

Concerto straordinario in occasione del

bicentenario della nascita del compositore 

Martedì 8 giugno, alle ore 21.30

presso l’Ex Chiesa di San Gregorio 

 

 

 

 ROBERT SCHUMANN

Quintetto per pianoforte a 4 mani

in mi bemolle maggiore op.44

(trascrizione di Theodor Kirchner)

 

Allegro brillante

Un poco largamente, in modo d’una marcia

Scherzo. Molto vivace

Finale. Allegro ma non troppo

 

 

ROBERT SCHUMANN

Quintetto per pianoforte a 4 mani

in mi bemolle maggiore op.47

(trascrizione di Johannes Brahms)

 

Sostenuto assai. Allegro ma non troppo

Molto vivace

Andante cantabile

Vivace

 

 

Duo pianistico:    Stefania Redaelli 

                           Gabriele Dal Santo 

 

CURRICULA

 

 

STEFANIA REDAELLI, Milanese, allieva di Ernesto Esposito, giovanissima vince numerosi concorsi. Col tempo, la chiave di lettura della sua attività si definisce sempre più nella sua passione per la musica da camera, realizzata sia attraverso le numerose collaborazioni con Rocco Filippini, Salvatore Accardo e Massimo Quarta, sia nei più vari incontri concertistici ( fra i tanti, con M. Rizzi, A. Meunier, C.Bartoli, P. Meyer, M. Ancillotti, C. Feige, M. Brunello, S. Krilov, D. Nordio, F. Meloni…), con una notevole intensità di lavoro: ha eseguito, per esempio, tutto il principale repertorio per violino e piano e per violoncello e piano, nonché tutta la musica da camera di Brahms, mentre nel 1979 ha formato con M.G.Bellocchio un duo pianistico che dalle vittorie dei concorsi internazionali di Caltanissetta e di Finale Ligure ha attraversato un vastissimo repertorio fino alle recenti esecuzioni di Mantra di Stockhausen e alla partecipazione alla Biennale di Venezia. Solista con le Orchestre della RAI,dell’Angelicum, dei Pomeriggi Musicali,con la Sinfonica di Sanremo, l’Orchestra Aretusea di Siracusa e l’Orchestra da Camera di Padova, è presente nelle più importanti sedi musicali: Boston Symphony Hall, Schauspielhaus di Berlino, Wigmore Hall di Londra, City Concert Hall di Hong Kong, Coliseum di Buenos Aires, Festival de Musique en Mer, Bodensee Festival di Lindau, Cemal Resit Rey di Istanbul, Serate Musicali di Milano, Accademia Chigiana, Settimane Internazionali di Napoli, Unione Musicale di Torino, Festival di Stresa, GOG di Genova, IUC di Roma, Festival di Ravello... Perfezionatasi con Bruno Canino e Murray Perahia, e per la musica da camera con Paolo Borciani, Dario de Rosa e Norbert Brainin, si è dedicata anche a più aspetti della didattica: assistente di Accardo e Filippini presso la Fondazione Stauffer di Cremona, collaboratrice in master class di Raina Kabaiwanska, Franco Gulli e Yo-Yo Ma, docente di musica da camera al Conservatorio di Vicenza. Le incisioni realizzate per Warner Fonit Cetra, AS Disc, Stradivarius, Dynamic, Ricordi, hanno ottenuto entusiastiche recensioni su Diapason, Amadeus, Repertoire, Musica Viva e Audio Review.

 

GABRIELE DAL SANTO, Diplomato con il massimo dei voti e la lode a Vicenza sotto la guida del M° Rigobello e successivamente consegue il diploma di II livello in Discipline Musicali con menzione speciale e la lode. Perfezionatosi con i maestri Margarius e Kravtchenko, ha studiato all’Accademia Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola, diplomandosi nell’ottobre 2004. Numerosi i riconoscimenti e premi nazionali e internazionali. Molto intensa l’attività come solista e informazioni cameristiche. Ha frequentato diverse masterclasses tenute dai maestri D’Alberto, Jasinsky, Cohen, Lucchesini, Spagnolo, Shelley, Naborè. Collabora intensamente con l’Ensemble Musagète nella stagione di musica da camera ospitata nelle gallerie di Palazzo Leoni Montanari di Vicenza. Con il medesimo ensemble ha registrato due CD per Velut Luna con musiche di Schubert e Campogrande. Ricopre l’incarico di docente assistente di Pianoforte presso il Conservatorio “A.Pedrollo” di Vicenza. 

 


 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

Concerto Straordinario

Sabato 8 maggio 2010

ore 20.45

Sacile – Ex Chiesa di San Gregorio

 

Gergely JÁRDÁNYI (contrabbasso)

Marco COLOMBARO (pianoforte) 

 

 

         Programma  

      J. S. Bach Sonata per viola da gamba in Re (BWV. 1028) **

      Max Bruch Kol Nidrei (op. 47.) **

      Nicolò Paganini Fantasia sul Mosè*

      Giovanni Bottesini Introduzione e Gavotta (JGB 9.52)

      Giovanni Bottesini Melodia (JGB 9.59)

      Giovanni Bottesini Fantasia Sonnambula (JGB 9.35)

   * * (trascrizione di Ludwig Streicher)

   * (trascrizione di Gergely Járdányi)

 

Curricula

GERGELY JÁRDÁNYI, "Uno dei contrabbassisti più quotati a livello mondiale" (Cd Classics, ottobre 2001, n° 12), Gergely Járdányi è nato a Budapest nel 1957 in una famiglia di musicisti. Il padre, Pál Járdányi, era famoso compositore, etnomusicologo, la madre, Elisabetta Devescovi (di origine italiana), era prima arpista dell'Orchestra Filarmonica di Stato Ungherese. Járdányi ha studiato all'Accademia di Musica "Ferenc Liszt" di Budapest e successivamente all'Accademia di Musica di Vienna con Ludwig Streicher, ottenendo nel 1987 il diploma con il massimo dei voti e la lode. Da allora è iniziata la carriera internazionale di questo "gran maestro del contrabbasso" (come è stato definito da alcuni critici). Una carriera da solista e collaboratore in vari complessi da camera (Alpe Adria Ensemble, I Virtuosi Ungheresi, UMZE, ecc.) che lo ha portato in molti centri d'Europa, America ed Asia. Gergely Járdányi ha fatto parte inoltre – in qualità di primo contrabbasso – di diverse orchestre sinfoniche (Orchestra Filarmonia Veneta, Teatro Massimo di Palermo, Orchestra Filarmonica Marchigiana ecc.). È membro di giuria in concorsi internazionali, tiene corsi di perfezionamento. Járdányi è professore di ruolo all'Accademia di Musica "Ferenc Liszt" e dal 2008 insegna anche presso il Conservatorio di Vicenza. I suoi allievi sono vincitori di diversi premi di concorsi nazionali ed internazionali e suonano nelle migliori orchestre europée (Wiener Philharmoniker, Deutsche Oper Berlin, Mahler Jugendorchester, Festival Orchestra, National Philharmonie Orchestra di Budapest ecc.). Il suo impegno a favore di Bottesini trova la massima evidenza nei progetti più recenti: la registrazione di tutte le musiche del maestro ottocentesco in sei cd per la casa discografica Hungaroton e la pubblicazione di tutte le opere contrabbassistiche per la casa editrice Akkord (Budapest). Járdányi attualmente sta pubblicando il primo catalogo completo delle composizioni di Bottesini. Nel 2003 gli è stato conferito il "Premio Liszt", uno dei riconoscimenti statali ungheresi più alti, riservato agli artisti.

MARCO COLOMBARO, Si è diplomato in pianoforte sotto la guida dell'insegnante Rosetta Viel Moroni, e si è quindi perfezionato con i Maestri G. Lovato, K. Bogino, B. Canino, A. Ciccolini e D. De Rosa per la musica da camera. Svolge attività concertistica come solista, camerista ed accompagnatore ed ha tenuto concerti in Italia, Slovenia ed Austria. E' risultato vincitore di diversi concorsi nazionali e internazionali di musica da camera, ed è stato premiato più volte con borse di sudio. E' docente di pianoforte presso la Fondazione Musicale "Santa Cecilia" di Portogruaro, la Scuola di Musica "P. Edo" di Pordenone e l'Associazione Amici della Musica "S. Gandino" di Porcia.


 

 

 

 


 

      Concerto d’apertura

 della Rassegna I Concerti a Palazzo 

  Sabato 13 febbraio, alle ore 20.45

presso l’Ex Chiesa di San Gregorio 

 

  

 

          TRIO OPERACENTO 

 

            S. Rachmaninov

           Trio elegiaco in sol minore

 

           W. A Mozart

           Trio in do maggiore KV 548

           -Allegro

           -Andante cantabile

           -Allegro

 

           J.Brahms

           Trio in do maggiore op.87

           -Allegro

           -Andante con moto

           -Scherzo-presto

           -Finale-allegro giocoso

 

   Violino                SILVIA MAZZON

   Violoncello          ANTONINO PULIAFITO

   Pianoforte           FRANCESCA SPERANDEO

Il programma di quesa sera propone in apertura il trio elegiaco in sol minore (1892) per violino, violoncello e pianoforte di Sergei Rachmaninov (1873-1943), ultimo rappresentante della corrente tardoromantica, allievo di Taneyev, nato in Russia nel 1873, fuggito prima in Europa e poi negli Stati Uniti allo scoppio della rivoluzione e morto a Beverly Hills, in California nel 1943. Si tratta di una composizione giovanile molto intensa, che si dipana in un unico movimento e che lascia spazio, a tratti, al virtuosismo degli interpreti e che offre un’ottima visione dei caratteri principali dell’opera di questo compositore.

Nella seconda parte, invece, saranno proposti due compositori capisaldi della storia della musica, con due trii assai differenti fra loro: la trasparenza e l’essenzialità strutturale mozartiana del KV 548, infatti, si dispone quasi all’estremo opposto dell’Op. 87 brahmsiano, Trio  che prelude a quel periodo (da molti storici indicato come il secondo periodo di Brahms) in cui la prospettiva da cui il compositore affronta la composizione da camera, sembra subire una svolta non certo brusca, ma comunque determinante.

A cominciare da questa composizione, infatti, il paesaggio interiore muta: non vi è più la rassegnazione che si annulla nel canto, ma una sofferenza autentica che si rapprende in forme, in stilemi, e sviluppi talvolta come raggirati, quasi sospesi sull'orlo di un abisso. Il musicista trova più raramente l'empito di lunghe, intense melodie strumentali, ma inventa sempre più di frequente brevi incisi di impressionante penetrazione espressiva, temi infranti e dolenti animati da un'angosciosa palpitazione, bagliori subito spenti. E tale angoscia si estende ad interi passaggi od interi movimenti.

 

Trio Operacento, nasce nel gennaio 2008 dalla collaborazione di tre musicisti docenti di violino, violoncello e pianoforte della Scuola di Musica della Fondazione S.Cecilia di Portogruaro. Sin dalla sua formazione, avvenuta sotto la guida del M° E. Bronzi, il Trio svolge una vivace attività concertistica, improntata sulla continuità dell’impegno cameristico. Ha suonato per numerose istituzioni musicali tra cui il Teatro Arrigoni di San Vito, il Teatro Vivaldi di Jesolo, la Stagione concertistica di Lignano, il Festival di Portogruaro, l’Associazione “S. Gaggia” di Cividale, l’Accademia Filarmonica di Lubljana, il Conservatorio di Udine e l‘Istituzione Casa della Musica di Parma. Ha ottenuto il Primo Premio al Concorso Nuovi Orizzonti di Arezzo, al Concorso Internazionale di musica da camera Alpe Adria di Majano (Udine) e al Concorso Internazione di Musica da Camera Luigi Nono di Venaria Reale (To), il secondo premio al Concorso Internazionale Rovere d’oro di Imperia. Il Trio Operacento è stato selezionato dai M.i del Trio di Trieste per un progetto di concerti ed una registrazione live per la Rai di musiche di compositori contemporanei (D. Zanettovich, P. Longo e G. Coral). Inoltre è stato invitato a partecipare all’Akademie für Kammermusik Lockenaus, all’interno dell’omonimo Festival Internazionale, durante la quale ha tenuto lezioni con il M.i  Alexander Lonquich e V. Jacobsen. Attualmente frequenta i Corsi di Alto Perfezionamento Musicale tenuti dal Trio di Parma presso la Scuola del “Trio di Trieste” del Collegio del Mondo Unito di Duino.

 

 

 


 

 

 

 


 

 

Omaggio a Nino Rota

 
Mercoledì 16 dicembre, ore 20.45

Ex Chiesa di San Gregorio - Sacile
 



    

        Sonata in Sol magg. per Viola  e  Pianoforte (1935)

           -Allegro moderato

           -Adagio

           -Allegro

 

        Sonata in Re magg. per Clarinetto e  Pianoforte (1945)

           -Allegretto scorrevole

           -Andante quasi adagio

           -Allegro scorrevole

 

         Sonata in Sol magg. per Violino e Pianoforte (1937)

           -Allegretto cantabile con moto

           -Largo sostenuto

           -Allegro assai moderato

 

         Viola e Violino          LORENZO BERTOLDI

         Clarinetto                  MARIO ZANETTE

         Pianoforte                 ROBERTO TURRIN

Il compositore Nino Rota appartiene a quella genia di musicisti che hanno vissuto in un momento particolare, intenso, sia nel mondo della cultura che nel mondo della musica; il periodo delle manipolazioni, delle rivoluzioni di una società in perenne crisi. Nato a Milano nel 1911 e morto a Roma nel 1979, egli attraversò tutti gli sconvolgimenti artistici del tempo, basando il suo modo di intendere la musica su una espressione immediata con una precisa componente legata alla ripresa della musica dell'Ottocento, rimanendo molto fedele alla melodia ed evitando complicazioni armoniche.  In sintesi egli ha fatto della semplicità un modus vivendi che, partito dalle prime esperienze giovanili, ha continuato inalterato in età più avanzata, passando attraverso ad una miriade di situazioni diverse e continuando con coerenza nella ricerca dell'essenza della musica, al di là delle mode, delle tradizioni di mercato o di fumosi giochi di potere. Il suo linguaggio è volutamente e spiritosamente ottocentesco, del tutto refrattario alle rivoluzioni musicali del XX secolo. Nella poetica di Rota, la musica deve essere una forma d’arte spontanea e immediata, di facile presa sull’ascoltatore, caratteristiche si colgono pienamente nella Sonata per viola e pianoforte. Ma non smentisce l’impronta dell’autore neppure la Sonata per clarinetto e pianoforte, che rivela fin dal primo movimento, Allegretto scorrevole, la grazia di cui Rota andava costantemente alla ricerca. E che dire della Sonata per violino e pianoforte? Si tratta di una testimonianza diretta dei riflessi di sonorità nuove, nelle quali si collocano due mondi diametralmente opposti: ritmi scheggiati, e melodie romantiche, dove il senso dell'articolo e del deja vu fa da contrasto con le tensioni dei due strumenti tra di loro dialoganti. Uno splendido esempio di equilibrio formale ricercato e raggiunto nella composizione, mai prolisso o eccessivamente divagatorio nell'esposizione delle idee tematiche che riescono anzi a trovare il loro naturale compimento.